(da: www.agneseginocchio.it )                                                             Comunicato stampa

 

Messaggio di Agnese Ginocchio

‘Vittime’  di  questa  società  malata…

 

"Ed io che faccio per il cambiamento? Da che parte sto? "

 

Caserta e provincia (alto casertano). Scritto il 21 Agosto 2006 A.M.

 

 

 

 

Caserta e provincia  (alto casertano)-  Si è consumata una tragedia….(…) Vittime di questa società malata…

Una settimana fa ( 10 agosto 2006) un giovane volontario di nome Angelo Frammartino il cui scopo di vita era quello di lavorare per la Pace, fu ucciso a Gerusalemme da una folle mano assassina. Il padre di Angelo ha perdonato l'assassino, nel suo profondo dolore ha detto che la morte del figlio è stata solo la triste conseguenza della guerra che genera odio fra gli uomini e che se non ci fosse stata la guerra ciò non sarebbe accaduto.

Da noi, a cominciare dalle grandi metropoli fino alle periferie c'è un altro male(guerra) da combattere nella società: quello dell'emarginazione, dell'indifferenza, dell'isolamento, del non sentirsi a proprio agio. Mancano veri e solidi punti di riferimento, mancano spazi sociali dove potersi incontrare, stimolare la propria creatività e confrontarsi con gli altri. Le istituzioni che fanno? Sono sensibili alle problematiche giovanili? Specie nelle periferie  non offrono sicurezza, fanno poco o nulla perchè i giovani possano crescere e sentirsi a loro agio.

Spesso gli unici luoghi di ritrovo sono i bar e lì si perde la maggior parte del tempo a discorrere chissà in che cosa, anziché mettersi a pensare di trovare una soluzione per combattere l'indifferenza sociale, primo male che genera depressioni e sfiducia nella vita.

Quali alternative dunque per il cambiamento e per il futuro?

Vittime di questa società malata…

Una società che ai veri valori e punti di riferimento preferisce sostituire ed eleggere a propri idoli il potere, il denaro, il successo, il divertimento, i cibi succulenti, calpestando ovvero la dignità dell'uomo, nato innanzitutto per la Libertà ( intesa come responsabilità delle proprie azioni) e quindi lungi da tutto ciò. Quando accade un male la colpa non è mai di uno solo ma di tutti indistintamente. 

Si vive come da addormentati, specie nei luoghi di periferia, poi non appena capita una tragedia si usa quell' atteggiamento tipico dei vili e degli ipocriti e cioè scuotere il capo, scendere dalle nuvole o alla Ponzio Pilato lavarsene le mani e gettare la colpa su altri…

 Tutti siamo responsabili della vita e della morte di ogni singolo uomo, conoscente o non conoscente che sia.

Sarebbe opportuno cominciare ad esaminare le proprie azioni e responsabilità nei riguardi del mondo e di domandare a noi stessi:

 "Io che faccio per il cambiamento? Da che parte sto? "

Non basta di certo frequentare i riti liturgici per sentirsi a posto con la coscienza. Ci vuole molto e molto di più. 

Sentirsi cittadini partecipi e responsabili significa impegnarsi nella vita attiva della società, lavorare per il bene comune, richiamare le istituzioni al dovere, camminare insieme a loro,  dare il buon esempio di civiltà, rispettare la legalità e impegnarsi per il cambiamento e la Pace.

Quale futuro metteremo davanti ai nostri figli, se ora il mondo e la società non offrono alternative di sicurezza?

Anziché educare le giovani generazioni alla Pace, alla responsabilità delle proprie azioni e alla sobrietà, si vive e si educa allo spreco, al vizio, all'arroganza e al culto del potere e dell'esteriorità.

C'è una spaventosa crisi di superficialità e cultura di morte in giro che viene diffusa anche dai media e da molti giornali. Si accentuano le notizie di cronaca nera, di politica, di mafia.

L 'uno attacca l'altro, non c'è una soluzione pacifica che faccia sperare in una collaborazione reciproca e in un risvolto positivo.

Mentre poi vengono ridimensionate o addirittura censurate le notizie di chi lavora per la diffusione di una cultura di Vita, di Pace e di Speranza.

  Le tristi conseguenze?

Ancora altri suicidi e potenziali futuri delinquenti nella nostra società!

C'è tanto bisogno di diffondere un seme di Speranza, di restituire agli uomini ed in particolare ai giovani la volontà di lottare e di impegnarsi per un vero Ideale.

 Costruire la civiltà dell'Amore, della Pace e della Giustizia non è utopia, ma una realtà viva e vera che a piccoli passi può realizzarsi, ma è necessario  mettersi insieme, avere spirito di iniziativa, coraggio, buona volontà e volontà di mettersi in gioco per un vero Ideale.

Siamo vittime di questa società malata di veri valori e di vero Amore…

 Con profonda indignazione e rammarico nel cuore termino questa mia  con queste parole:

 " Chiediamo scusa al prossimo ogni qualvolta  non ci  accorgiamo  della  malattia che ha, della  solitudine interiore,

dell’abbandono a se stesso.

Perché si riacquisti  la  forza della non rassegnazione di fronte alle sconfitte e ai muri causati dall’  indifferenza…

Possa vincere la Vita, la Pace e la Speranza !"

Shalom…Salaam…Peace...Paz...Pax…Mir…Friede…Amani…Pace!

 

 

"Agnese Ginocchio- cantautrice per la Pace (movimenti per la Pace)"

www.agneseginocchio.it

 

 

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