www.agneseginocchio.it Agnese Ginocchio, International Songwriter for Peace. Woman Testimonial For Peace..(Artist
for Peace)***Musica,
Impegno, Cultura di Educazione per
La dodicesima giornata della memoria e dell´ Impegno contro le mafie (21 marzo 07)
in
ricordo delle vittime delle mafie. Un impegno che ci sentiamo
di dover rendere alle oltre settecento vittime uccise dalla criminalità
organizzata ed ai loro famigliari.
Memoria è anche impegno. Impegno verso la società tutta e, prima ancora, verso
la nostra coscienza di cittadini, laici e cristiani, che vivono il proprio
tempo con speranza, senza rassegnazione…
….Abbiamo bisogno più che mai di una politica che recuperi
il suo primato e la sua sostanza etica. Non onnipotente, ma nemmeno appiattita sulla pura gestione dell´esistente per la paura di perdere consenso. Una politica che sappia trasformare e guardare lontano, perché solo
una politica capace di progetto, di tensione, di sogno, di profezia è una politica
vicina alla vita.
Dobbiamo creare una vicinanza tra il senso del vivere e una politica che dia senso alla vita. Perché la politica
ritorni ad essere quel camminare insieme che riempie di libertà e speranza il
nostro essere cittadini. Ne hanno bisogno i tanti parenti delle vittime
di mafia, ne abbiamo bisogno tutti.
In attesa di una primavera senza mafie.( don Luigi Ciotti
- Libera)
Don Giuseppe Diana, prete
scout, ucciso dalla camorra per difendere la libertà del suo popolo
Il 19 marzo del 1994, giorno del suo
onomastico, veniva ucciso dalla camorra nel corridoio
che dalla sacrestia porta alla chiesa don Giuseppe Diana, mentre stava per
iniziare la Messa.
Vengono in mente don Puglisi, Oscar Romero, morti
per aver voluto compiere fino in fondo la loro missione, contrastando con la
logica dell’amore e della ragione, la violenza di chi impone un modo di vita
che imbarbarisce la società umana. “Don Peppino Diana ha avuto una storia
strana, una di quelle che una volta conosciuta, bisogna poi conservarla da
qualche parte nel proprio corpo. In fondo alla gola, stretta
nel pugno, vicino al muscolo del petto, sulle coronarie. Una storia
rara, sconosciuta ai più”.. Don Peppe era nato il 4 Luglio
R. Saviano - Gomorra
Aveva deciso di interessarsi delle dinamiche di potere: non solo dei corolari
della miseria, non voleva soltanto nettàre la ferita,
ma comprendere i meccanismi della metastasi, bloccare la cancrena, fermare
l’origine di ciò che rendeva la sua terra una miniera di capitali e un
tracciato di cadaveri”. Aveva l’ossessione del fare, aveva iniziato a
realizzare un centro di accoglienza
dove offrire vitto e alloggio ai primi immigrati africani. Era necessario
accoglierli, evitare – come poi accadrà – che i clan potessero iniziare a farne
dei perfetti soldati. Per
realizzare il progetto aveva devoluto anche alcuni risparmi personali
accumulati con l’insegnamento. Questo perché attendere aiuti istituzionali può essere
cosa così lenta e complicata da divenire il più reale dei motivi immobilità”.
R. Saviano – Gomorra
Con questo spirito di servizio aveva intrapreso
la lotta alla camorra che infesta la sua zona. Con lo scritto e la parola si
era posto a capo della comunità parrocchiale e cittadina per il loro riscatto. La sua voce ora è
divenuta un grido che scuote le coscienze.
«Dove
c’è mancanza di regole, di diritto, — scriveva don Peppe — si affermano il non diritto e la sopraffazione. Bisogna
risalire alle cause della camorra per sanarne la radice che è marcia. Una
Chiesa diversamente impegnata su questo fronte potrebbe fare molto. Dovremmo
testimoniare di più una Chiesa di servizio ai poveri, agli ultimi. / Dove
regnano povertà, emarginazione, disoccupazione e disagio è
facile che la mala pianta della camorra nasca e si sviluppi».
E ancora:
«Come
pastori ci sentiamo le sentinelle del gregge e, se non
sempre siamo stati vigili e attenti, stavolta il coraggio della profezia e la coscienza profonda di essere
“lievito nella pasta” ci impongono di non tacere. Ai politici
vecchi e nuovi diciamo: “Non improvvisate più, non è possibile governare senza
programmi, senza una vera scuola di politica”(Agnese: politica che significa
servizio…).
Ai
giovani lanciamo l’invito di farsi avanti, di far sentire la propria voce e
partecipare al dialogo culturale, politico e civile della vita comunale.(Agnese: partecipare cioè alla vita attiva della società, ad
essere protagonisti dei loro sogni, a non indietreggiare di fronte agli
ostacoli, a non avere paura di essere voce di chi non ha voce…)
Invitiamo infine i camorristi a tenersi in
disparte, a non inquinare e affossare ancora una volta questo nostro caro
paese, che ormai ha bisogno solo di Resurrezione».
Il seme gettato nella terra muore, e dalla sua
morte nasce tanto frutto: don Peppe è il seme, le coscienze di tutti noi il
frutto maturato dal suo sacrificio.
Abbiamo seguito il suo cammino sino al luogo
che accoglie il suo corpo, ma abbiamo pregato anche per i suoi assassini,
perché la nostra preghiera sia segno del perdono cristiano che dobbiamo a chi ci ha strappato, in modo così violento, un
fratello. Ma il perdono non può essere diviso dalla
giustizia, che vogliamo, che pretendiamo, perché solo così si può ristabilire
la pace dei cuori e del vivere civile.
Buona strada, Peppe.
Geppino
Gioia, in "Proposta Educativa",
"PER AMORE DEL MIO POPOLO non tacerò"
…Una volta mentre celebrava un funerale e le
stesse parole furono poi di don Tonino Bello(profeta di Pace). Don Peppino era stanco di celebrare funerali in una terra che aveva il
primato per morti ammazzati e
morti bianche sul lavoro. Iniziò
così la sua provocazione: "A me non importa sapere chi è Dio". Non è
difficile immaginare il
brusio delle navate di una chiesa di paese che sente pronunciare tali parole roventi:
"Mi importa sapere da che parte sta ". Avere una parte, essere
in grado di capire ancora che natura ha un paese, in che condizioni si trova, come avvicinarlo con uno sguardo che voglia
vedere, vedere per capire, per comprendere e per raccontare. Prima che sia troppo tardi, prima che tutto torni ad essere
considerato normale e fisiologico, prima che non ci si accorga più di niente...
“Il Natale lo si celebra sulle strade della vita, nell’impegno quotidiano per
far nascere un mondo “altro”. ( A. Zanotelli )
“Natale: Pasqua del Signore nella carne” –
amava dire San Gregorio Magno”
Il documento diffuso a natale
del
da don Peppino Diana
e dai parroci della foranìa di Casal di Principe
Siamo
preoccupati
Assistiamo
impotenti al dolore di tante famiglie che vedono i loro figli finire miseramente
vittime o mandanti delle organizzazioni della camorra. Come
battezzati in Cristo, come pastori della Forania di
Casal di Principe ci sentiamo investiti in pieno della
nostra responsabilità di essere “segno di contraddizione. Coscienti
che come chiesa “dobbiamo educare con la parola e la testimonianza di vita alla
prima beatitudine del Vangelo che é la povertà, come distacco dalla ricerca del
superfluo, da ogni ambiguo compromesso o ingiusto privilegio, come servizio
sino al dono di sé, come esperienza generosamente vissuta di solidarietà”.
Precise
responsabilità politiche
E’ oramai
chiaro che il disfacimento delle istituzioni civili ha
consentito l’infiltrazione del potere camorristico
a tutti i livelli.
Il nostro
impegno profetico di denuncia non deve e non può venire meno.
Dio ci chiama
ad essere profeti.
- Il Profeta fa
da sentinella: vede l’ingiustizia, la denuncia e richiama il progetto
originario di Dio (Ezechiele 3,16-18);
- Il Profeta
ricorda il passato e se ne serve per cogliere nel presente il nuovo (Isaia 43);
- Il Profeta
invita a vivere e lui stesso vive,
- Il Profeta
indica come prioritaria la via della giustizia (Geremia 22,3 -Isaia 58)
Coscienti
che “il nostro aiuto é nel nome del Signore della Pace” come credenti in Gesù Cristo il quale “al finir
della notte si ritirava sul monte a pregare” riaffermiamo il valore anticipatorio della Preghiera che é la fonte della nostra
Speranza.
NON UNA CONCLUSIONE: MA UN INIZIO
Le nostre
“Chiese hanno, oggi, urgente bisogno di indicazioni
articolate per impostare coraggiosi piani pastorali, aderenti alla nuova
realtà; in particolare dovranno farsi promotrici di serie analisi sul piano
culturale, politico ed economico coinvolgendo in ciò gli intellettuali finora
troppo assenti da queste piaghe”
Ai preti nostri
pastori e confratelli chiediamo di parlare chiaro
nelle omelie ed in tutte quelle occasioni in cui si richiede una testimonianza
coraggiosa;
Alla Chiesa che non rinunci al suo ruolo “profetico” affinché gli
strumenti della denuncia e dell’annuncio si concretizzino nella capacità di
produrre nuova coscienza nel segno della giustizia, della solidarietà, dei
valori etici e civili (Lam. 3,17-26).
Tra qualche
anno, non vorremmo batterci il petto colpevoli e dire
con Geremia “Siamo rimasti lontani dalla pace... abbiamo dimenticato il
benessere... La continua esperienza del nostro incerto vagare, in alto ed in
basso,... dal nostro penoso disorientamento circa quello che bisogna decidere e
fare... sono come essenzio e veleno”.
Forania di Casal di Principe
(Parrocchie: San Nicola di Bari, S.S. Salvatore, Spirito Santo - Casal di
Principe.
Santa
Croce e M.S.S. Annunziata - San Cipriano
d’Aversa
Santa
Croce - Casapesenna
M. S.S.
Assunta - Villa Literno
M.S.S. Assunta - Villa di Briano
SANTUARIO
DI M.SS. DI BRIANO )
Inerente ancora all’
argomento leggi: