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Caiazzo (Caserta). Solidarietà  al giornalista  Gianni Gosta.

Comunicato straordinario della cantante della Pace Agnese Ginocchio.

 

(i seguenti articoli sono stati pubblicati per mano di Giuseppe Sangiovanni giornalista , in data 2-3 Giugno 2006  sulle testate cartacee: Gazzetta di Caserta, il Quotidiano di Caserta e Giornale di Caserta (Lorenzo Applauso). Inoltre su internet: Caserta 24 ore, Deasport onlus, della provincia di Caserta)

 

La cantautrice della Pace Agnese Ginocchio, in seguito ad ennesimo atto intimidatorio perpetrato ai danni del giornalista Gosta di Caiazzo, ha inviato il suo messaggio di solidarietà e di vicinanza, esprimendo grave condanna verso chi ha compiuto tale e ignobile gesto di inciviltà! Si riportano le parole della Ginocchio: "Esprimo grave condanna per l'ennesimo e vile atto intimidatorio consumato a danno del giornalista Gianni Gosta di Caiazzo. Egli, figura autorevole del vero giornalismo di servizio e non di profitto, di quel giornalismo che riesce bene a comunicare e a non deformare la buona informazione e quindi raccontare la vita, descrivere come in un perfetto ritratto le storie della gente comune, farsi voce di chi non ha voce, trovare quella forza necessaria senza esitazioni per indignarsi di fronte alle ingiustizie, denunciare le malefatte di chi parla, promette e poi non mantiene e le ambiguità dei comportamenti poco chiari e poco onesti. Gianni Gosta è un giornalista completo. A chi può dare fastidio il suo lavoro di servizio, mi chiedo, a chi? É chiaro: ai nemici della vita, a chi dentro fomenta e sa pensare solo male, ha in se la coscienza macchiata, preferendo colpire con comportamenti da perfetti vigliacchi, alle spalle e di nascosto. Questi tali sono perseguitati dentro e fuori dalla smania e dall'arroganza del potere. Chi di lama ferisce di lama perisce. Chi fa male, sarà contraccambiato con lo stesso male. É la legge della vita: prima o poi riceverà la sua condanna. Chi pratica ingiustizia, omertà, riceverà altrettanto. In realtà ha già i suoi giorni contati, non avrà mai pace in questa vita, già vive il suo inferno e se non deciderà di cambiare rotta sarà peggio per lui. Desidero ancora rivolgere un pensiero-appello alle Istituzioni locali, affinché esse di fronte a casi di questo genere, che non sono da sottovalutare, si muovano di conseguenza, si facciano sentire, alzino forte la voce di condanna, scendano in campo, promuovano iniziative di sensibilizzazione, mettendo in atto provvedimenti di sicurezza e di condanna verso chi pratica l'illecito. Le istituzioni hanno il dovere di non restare ferme  e nel silenzio, ma di difendere e tutelare i cittadini, in particolare quelli che sono bersaglio e vittime di gesti intimidatori, perchè alla base degli stessi si nascondono sempre moventi di origine mafiosa e criminale. Questi tristi e spiacevoli episodi, sono il sintomo di una società malata e in degrado di valori esistenziali, una società sempre più bombardata e circondata da spot e messaggi edonistici, dove importa solo la materialità, l'apparenza, il successo facile, il potere, la ricchezza, la carriera, la forza, la legge del più forte,la violenza senza scrupoli per accaparrarsi il primo posto, in questa maniera viene penalizzata e banalizzata l' essenzialità della coscienza. Diventa urgente ripristinare l'equilibrio, l'ordine, la sicurezza, rilanciare i valori della Legalità e della Pace, che ripeto, si trasmettono non a parole, ma con le azioni, la coerenza, lo stile e l'esempio di vita,il sacrificio, con il saper fare e rispettare le leggi. Non ci sarà mai Pace senza rispetto per il prossimo e rispetto per la Legge. L'appello dunque alle Istituzioni e di farsi sentire e scendere in campo. Urge un'alternativa agli scontri di civiltà! La mia personale solidarietà e vicinanza all'amico Gianni Gosta, grande giornalista, che di fronte alle difficoltà e alle prove non ha mai indietreggiato, ma imperterrito e con determinazione, ha continuato a camminare sui suoi passi, preferendo scegliere alla facile strada della disonesta ricchezza, quella del servizio e dell'onestà, per la difesa della Verità e dei Diritti. L'onestà è la vera virtù dei forti, propria e innata dei grandi uomini che hanno saputo segnare la Storia, come l'ha saputa segnare in maniera egregia e ancora continua a ben segnarla Gianni Gosta, perchè Gianni ha svolto sempre il suo dovere, professione e servizio con assiduità, esperienza, serietà, sensibilità, disponibilità e profonda umiltà. Si vergognino quei balordi che hanno voluto intimidire con tali e così ignobili gesti, inutili, stupidi, insignificanti e incivili. Questa gente non è degna neanche di esistere, e, come l'albero si riconosce dai frutti, così anche costoro si riconosceranno dalle loro azioni. Prima o poi saranno smascherati, nel nome della Verità e della Pace, che prevalgono e vincono sempre su ogni menzogna, tenebra, mafia e guerra".

 

 

La notte scorsa l’ennesimo vile  atto intimidatorio (il quarto) contro il giornalista caiatino

(articolo del giornalista Giuseppe Sangiovanni )

Incendiata  l'auto di Gianni Gosta



Caiazzo(Caserta) Negli ultimi mesi per ben tre volte ha ritrovato la sua macchina seriamente danneggiata da “atti vandalici”- che definire tali è usare sottile eufemismo- dopo i fatti della scorsa notte.  La sua Peugeot(nella foto), parcheggiata in Via Latina, in prossimità dell’ufficio postale- finita miseramente in fumo. Un vero e proprio atto intimidatorio (il quarto)- quello subito da Gianni Gosta, giornalista ed ex editore-radiotelevisivo caiatino – finito nel mirino di gente senza scrupoli. Era notte fonda, quando Gosta è stato svegliato da una telefonata del 112 che da Caserta lo avvertiva del rogo in atto, ma poi non si è recato sul posto. Sconcerto e delusione nelle istituzioni- riscontrate nelle parole del giornalista di Caiazzo- convinto ancora di più dopo il grave episodio- che si tratti dell’ennesimo avvertimento. Un tentativo per chiudergli la bocca? Caiazzo non è Corleone, ma! “Dal Garigliano in giù- dichiara Gosta- viviamo nell’altra Italia, l’Italia che non funziona. Il Terzo mondo è qui, siamo abbandonati da tutti, nessuno ci tutela, altro che buon vivere. Quando episodi del genere (reiterati) si verificano non solo in America o nel Nord Europa, ma anche al nord, i soccorsi giungono in cinque minuti (qui il presidio più vicino è oltre Caserta ma chi se ne importa anche per il cosiddetto pronto soccorso?), insieme agli inquirenti, a meno che le televisioni non ci propinino tutte immagini 'taroccate'. Purtroppo, la mia non è la prima macchina che va in fuoco a Caiazzo negli ultimi tempi; non si contano più i parabrezza frantumati e gli altri atti di vandalismo che purtroppo molti sono portati a sminuire. Può darsi che qualcuno si svegli quando, di questo passo, prima o poi ci scapperà qualche sparatoria". Nelle parole di Gosta tutta l’amarezza per uno stato affacciato alla finestra- che nulla ha fatto dopo ben quattro episodi criminosi perpetrati ai suoi danni in meno di cinque mesi e diventati man mano sempre più gravi. Si aspetta qualcosa ancora più grave? Nessuna attività  d’indagine, nessun rilievo immediato o interrogatorio sulle intimidazioni subite? Tutto riconducibile ad una semplice ragazzata? Attività giornalistica- che potrebbe essere stata determinante- per scatenare la violenza di qualcuno “toccato” da Gosta? verosimile causa, non presa nella giusta considerazione dagli inquirenti? «Non ho idea - dice - di chi possa essere stato, ma escludo che si tratti di motivi banali. Mi sento un giornalista libero, senza padroni e senza tessera padronale, solo quella del nostro ordine professionale. Se in un paesino come Caiazzo- un giornalista- non può raccontare neanche parte di quello che vede e riscontra- vuol dire- che qualcosa non funziona". Non dovrebbe essere difficile venirne a capo: basterebbe un maggiore impegno per arrestare questo tipo di “fenomeni”. Dopo l’episodio in tanti ad esprimere solidarietà a Gosta. “Tanti amici e colleghi- mi hanno chiamato, ma anche qualche amministratore ed esponente politico, con in testa Giovanni D'Andrea ed il vice sindaco Tommaso Sgueglia. Dallo Stato una fredda telefonata, per dirmi che stava bruciando la macchina, poi silenzio" commenta amaramente il cronista caiatino- che pratica un giornalismo di servizio- che cerca di sensibilizzare enti ed istituzioni- che per aiutare i deboli potrebbe aver toccato “poteri forti”. Sarebbe auspicabile a questo punto, per la difesa della legalità e della libera informazione, indire un comitato per l’ordine e la sicurezza, organizzare una manifestazione- non solo per tutelare Gianni Gosta- colpito da una vile intimidazione, ma anche Fabio Sgueglia e Gaetano Chichierchia, politici che pure ci hanno rimesso l'auto, incendiata senza sapere il perché, Gino Ponsillo che pare abbia allentato l'attività politica -allontanandosi da Caiazzo- dopo una analoga minaccia d'incendio, e quanti hanno subito danni minori alle proprie macchine. “Il suo impegno civile-dice in una nota il collega caiatino, Giuseppe Sangiovanni “rende onore ad un modello professionale che non viene a compromessi con nessuno e per questo rende una testimonianza drammatica in difesa della dignità e del patrimonio morale del giornalismo vero. Quello con la G maiuscola". L’auspicio è che possa continuare serenamente il proprio lavoro, svolgendo il proprio diritto-dovere di informare senza più alcuna intimidazione. A gran voce tanti colleghi chiedono alle forze dell'ordine e alla magistratura di accertare al più presto i mandanti e gli esecutori della grave intimidazione».


 

Caiazzo. Gianni Gosta ringrazia per la solidarietà. E il sindaco Giaquinto: "La geografia del crimine non include Caiazzo".

 

Continuano ad arrivare attestati di solidarietà al collega Gianni Gosta, vittima del raid notturno - messo in atto l'altra notte da sconosciuti- che ha praticamente distrutto la sua auto parcheggiata lungo la centralissima Via Latina. Tantissime telefonate, messaggi ed anche visite ricevute dal giornalista caiatino. Amici, parenti, conoscenti, politici e amministratori della cosa pubblica stretti intorno al "cronista scomodo", reo di evangelizzare  verità amare. "Dopo il deprecabile episodio dell’altra notte- sottolinea Gosta- ho ricevuto gradite visite di conoscenti ed amici, diverse telefonate e, soprattutto, tantissime e-mail, anche da persone che non ho il piacere di conoscere ma accomunate nell'intento di darmi coraggio e sostenermi nel continuare la lotta al malaffare. Intendevo rispondere privatamente ma ho dovuto abbandonare il proposito perché le e-mails, piuttosto che diminuire, col passare dei giorni continuano ad aumentare ne è arrivata una poco fa, assieme ad altre, dagli Stati Uniti). Nell’impossibilità di farlo singolarmente, voglio ringraziare di cuore tutti i lettori che mi hanno voluto esprimere solidarietà coi loro messaggi ma anche qualche grand'uomo che, a quanto appreso, avrebbe commentato la notizia ammiccando beffardamente. Fa piacere sapere che non si è soli in questi difficili momenti ma, per avere il coraggio di andare avanti, è necessario soprattutto lo simolo di chi, magari, si illude che ti abbiano tacitato. Grazie di cuore a tutti- in particolare al vice sindaco Tommaso Sgueglia; all'assessore Vito de Filio che ha proposto di sostituire in piazza Portavetere i semafori con un sistema di videosorveglianza; al responsabile di Fare Verde nonché esponente della destra storica Giovanni D'Andrea; al commissario cittadino della sezione Udeur Francesco Musco, al responsabile comunale URP Gaetano Chichierchia, alla cantautrice per la pace Agnese Ginocchio, all'editore Franco Falco e, dulcis in fundo, al sindaco di Caiazzo, Stefano Giaquinto che, oltre ad aver recepito con entusiasmo l'intelligente proposta di Vito De Filio, in buona sostanza anche sua, è intervenuto sull’allarme lanciato dai media nei giorni scorsi: “Desidero esprimere tutta la solidarietà, personale e dell'amministrazione che mi onoro di rappresentare, al nostro concittadino e giornalista ripetutamente colpito in questi ultimi tempi. Ci tengo però a precisare -ha dichiarato il primo cittadino- che la geografia del crimine non si è spostata certamente nella nostra città: Caiazzo, è una città tranquilla, abitata da gente onesta e laboriosa, che non può essere etichettata in malo modo per qualche atto vandalico- indubbiamente condannabile”. Parole-camomilla, che non possono certamente servire per far abbassare la guardia, anche perché, mentre l'auto di Gosta bruciava, la stessa notte, i balordi hanno tentato di incendiare anche un pubblico esercizio, probabilmente perché, pur di non ospitarli e somministrare loro altri superalcoolici, i titolari avevano preferito abbassare la saracinesca. Caiazzo non è Corleone quindi se lo si vuole realmente non può essere difficile fermare mezza dozzina di balordi che, soprattutto di notte, favoriti anche dai troppo frequenti black out elettrici, tengono a scacco la città con il loro sport preferito, purtroppo, in continuo crescendo: danneggiare macchine, spruzzare vernice rossa o nera su facciate e segnali automobilistici, devastare proprietà private, arredo urbano e danneggiare pubblici edifici, senza risparmiare neanche la palestra di recente inaugurata in via Astolfi. Nel migliore dei casi, quindi, se l'incendio della macchina di Gianni Gosta non dovesse rappresentare una dua "lezione" per indurlo a cessare la sua attività pubblicistica, si tratterebbe di vandalismo. Di fronte al dilagare della preoccupante piaga sociale, più di un cittadino sta pensando di arrestare il fenomeno formando ronde notturne. Se cosi fosse, all’ingresso del paese- non resterebbe che mettere un altro bel cartello- con scritto: “Benvenuti nel Far West”.

 

(Comunicati stampa)