Impegno per
Alife(Caserta): 4
Novembre 2006 vandali all'azione in un
raid notturno.
Messaggio di condanna di Agnese Ginocchio
per grave atto
vandalico.
Che il male esista e che non dorma di notte non ne
abbiamo alcun dubbio.
Altro che commemorazione dei defunti e dei
caduti, nei giorni in cui si fa memoria delle vittime della guerra
passata, anziché fermarsi un pò a
riflettere sulle stragi passate causate delle atrocità dell' odio e della
violenza, ci si fa beffa della memoria e si medita un vero e
proprio piano di vandalismo della serie microcriminalità organizzata.
Questo è quanto accaduto nella scorsa notte tra
sabato e domenica ad Alife (alto casertano).
Lungo alcune strade della cittadina dei vandali
muniti di coltelli hanno dato luogo a un vero e proprio raid
notturno tagliando le gomme delle auto in sosta lungo le strade in
Via Iafusco, Via Castello, Piazza Santa Caterina,
Piazza Vescovado ed altre strade del centro storico.
La telefonata di un'amica arriva verso
l'ora di pranzo di domenica a casa di Agnese
Ginocchio, per chiedere alla stessa se anche la sua auto fosse stata
vittima del raid.
"Sono
appena tornata dalla messa domenicale e del raid di questa notte
non s'è udito il minimo accento.
Durante l'omelia di tutto si è parlato tranne che di
un fatto così grave, sono sconcertata"!
E la persona
amica al telefono continua di getto: " Questa notte è stata una vera
e propria strage di auto.
Noi tutte vittime di questo raid abbiamo esposto
denuncia contro ignoti presso la caserma dei carabinieri, ma
quì pare che nessuno ne parli per paura, ti prego: tu che sei
sempre schierata dalla parte della gente fai qualcosa. Grazie"!
Terminata la telefonata, la benemerita Agnese,
donna di Pace, meritevole già di diversi titoli e riconoscimenti per
il suo impegno a favore delle cause sociali, nonché cause di Pace,
non perde inutile tempo ma si mette subito in azione segnalando quanto accaduto
presso la nostra redazione e alla redazione dell'amico giornalista Gianni Gosta, portavoce della stampa casertana.
"Esprimo
grave condanna ai vandali di questo raid -riferisce
Quì
nelle zone di periferia c'è molta indifferenza in particolare verso i
giovani.
Non ci sono spazi sociali di aggregazione, dove poter
sviluppare la propria creatività, mettere in pratica piani strategici,
dove poter svolgere liberamente comunità, parlare, crescere ed
affrontare insieme i problemi che incombono nel nostro territorio.
Quando accadono queste cose, la colpa non è mai di
uno solo ma di tutti indistintamente.
La violenza attira altra violenza. Questi fenomeni di
microcriminalità sempre più in aumento, dimostrano la difficoltà ed il disagio
sociale che provano in particolare i giovani, di fronte al poco
interesse e la totale indifferenza da parte delle istituzioni chiuse
sempre più nella loro gerarchia e cerchia di amici, dove ognuno ha già
assegnato il proprio posto e 'guai' provare a toccarglielo!!!
Allora si prova dentro amarezza, vuoto, solitudine,
rabbia. Poi alla fine si esplode mettendo in pratica
azioni negative.
La realtà che si nasconde spesso dietro a
questo genere di fenomeni in continuo aumento, è quella di cercare di
attirare l'attenzione.
Sono tempi in cui bisogna fare un salto di qualità,
un cambio di rotta.
Basta con i soliti discorsi di parte che non servono
a nulla, ma solo a disperdere inutili energie.
La fede si dimostra con le opere e con lo stare in
mezzo e dalla parte della gente.
Ci vogliono fatti e azioni. Non basta rendere
bello l'aspetto estetico della città o del tempio, la prima cosa da fare
è non trascurare i bisogni e le necessità della popolazione. Se
ognuno non si assume in prima persona la responsabilità delle proprie azioni,
si andrà di male in peggio.
E' necessario coscientizzare
le giovani generazioni sin da piccoli, educarle al sacrificio e alla
sobrietà, ma per farlo è necessario che gli adulti, i cosiddetti educatori, a
loro volta si aprano e comincino loro per primi a coscientizzarsi
verso tali realtà.
Altrimenti si correrà il rischio di mettere al
mondo altri potenziali e futuri uomini depressi, terroristi, maniaci e
pazzi.
Basta con il finto e quieto vivere. Quì non è una campana di vetro. Ne abbiamo la prova dai
tanti segnali di emergenza che ci circondano. I fatti degli altri
sono i fatti nostri. Impariamo a non tacere, ma a parlare.
E' tempo di svegliare questi sensi addormentati
prima che sia troppo tardi e non ci sia più tempo per farlo!
Quello che capita purtroppo è il sintomo di una
società in degrado, una società malata di valori, di ideali e di giusto
orientamento!
Assumiamoci le nostre responsabilità, scendiamo dalle
comode poltrone per rimboccarci le maniche e lavorare così per il
cambiamento e
(Fonte: Agnese Ginocchio - cantautrice per