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Musica e Pace: una conversazione con Agnese Ginocchio

News-17/01/2005

Agnese Ginocchio

Musica e pace sono due poli che si attraggono; ma puo' avvenire anche il contrario, che si respingano. C'e' musica e musica in giro, quanti i messaggi, quanti gli slogan... talvolta essi possono indurre a scegliere strade ambigue, strade errate, strade perse, strade senza ritorno. Una musica per essere musica di e a servizio della pace deve avere innanzitutto una motivazione valida, deve scaturire da una persuasione autentica.

 

(segue servizio intero)

LA NONVIOLENZA E' IN CAMMINO


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Foglio di collegamento nazionale e quotidiano di approfondimento proposto dal Centro di ricerca per la
pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100
Viterbo, tel. 0761353532, e-mail:
nbawac@tin.it

Numero 809  del  14  gennaio  2005


Foglio di collegamento nazionale e quotidiano di approfondimento proposto dal Centro di ricerca per la
pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100
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Numero 809  del  14  gennaio  2005

Si informa che il link di collegamento a questa pagina è: http://www.nonviolenti.org/content/view/252/

Sommario di questo numero:
1. Bruno Segre: Per non dimenticare la Shoah (parte quarta)
2.
Una conversazione con Agnese Ginocchio
3. Francesca Lazzarato ricorda Pinin Carpi
4. Gianni Vattimo ricorda Eugenio Garin
5. Letture: Pat Carra, Orizzonti di boria
6. Letture: Vilma Costetti (a cura di), Comunicazione & potere
7. Letture: Nicoletta Crocella, Attraverso il silenzio
8. Letture: Annamaria Vitale (a cura di), Per una storia orizzontale della
globalizzazione
9. La "Carta" del Movimento Nonviolento
10. Per saperne di piu'

MUSICA E PACE. UNA CONVERSAZIONE CON AGNESE GINOCCHIO

[Ringraziamo Agnese Ginocchio, cantautrice per la pace (per contatti:
e-mail: agnese.musica@katamail.com, sito: www.agneseginocchio.it) per aver
risposto ad alcune nostre domande. Agnese Ginocchio, giovane cantautrice, e'
impegnata in molte iniziative di pace, di solidarieta', per i diritti umani
e la nonviolenza]

Numero 809 del 14 gennaio 2005

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Domanda: Musica e pace: un binomio sovente evocato; quali motivazioni e
quali esempi per te hanno contato di piu' nel deciderti a valorizzare la tua
attivita' di cantautrice al servizio dell'impegno di pace?
Risposta: Musica e pace sono due poli che si attraggono; ma puo' avvenire
anche il contrario, che si respingano. C'e' musica e musica in giro, quanti
i messaggi, quanti gli slogan... talvolta essi possono indurre a scegliere
strade ambigue, strade errate, strade perse, strade senza ritorno.
Una musica per essere musica di e a servizio della pace deve avere
innanzitutto una motivazione valida, deve scaturire da una persuasione
autentica. Nascere dall'impegno e dall'esperienza in prima persona che si
vive dentro e che poi si esprime fuori, nel quotidiano, attraverso gesti
concreti. E' una scelta di vita innanzitutto.
*
Domanda: Della tua propria esperienza di musicista per la pace, quali
vicende ricordi con maggiore intensita'?
Risposta: Sono diverse le situazioni che mi vengono in mente. Quelle che per
me acquistano piu' risalto e valore sono le esperienze di strada, in cammino
con la chitarra in spalla, incontrando mille volti, timidi, curiosi, a volte
anche indifferenti, ma con cui e' sempre nato uno scambio.
Le esperienze piu' belle sono le marce per la pace. Quando il tempo mi
consente di camminare e di marciare (perche' molte volte sono costretta a
tagliare il percorso proprio per le prove di musica per cui devo trovarmi
nella piazza d'arrivo molto tempo prima che arrivi il corteo) lo faccio con
molta gioia, anche perche' durante la marcia si parla, si fa amicizia, si fa
comunita'. Dopo l'ultima Perugia-Assisi (che percorsi solo in parte, sempre
per lo stesso motivo) l'anno scorso ho partecipato alla marcia
Benevento-Pietrelcina organizzata dalle Acli: percorsi senza volerlo ben 14
chilometri, non avrei mai immaginato di essere potuta arrivare a tanto,
considerando anche il mio fisico esile e che prima di partire avevo gia'
cominciato a cantare nella piazza di ritrovo del corteo e mi aspettava
all'arrivo sulla montagna di Pietrelcina il concerto finale.
Altre esperienze molto belle con i missionari comboniani di Castelvolturno e
di Casavatore, che io chiamo "gli incatenati" per una serie di azioni
dirette nonviolente, fra cui quella di essersi incatenati notte e giorno per
alcune settimane davanti alla prefettura di Caserta per protestare contro la
legge Bossi-Fini e i veri e propri rastrellamenti da essa previsti, che
durante le settimane precedenti le forze dell'ordine avevano messo in atto
proprio sul litorale Domizio di Castelvolturno, ove i missionari comboniani
vivono, operano e si battono ogni giorno per la difesa dei diritti degli
immigrati. Con loro e con gli stessi immigrati ho condiviso molte
esperienze, comprese le catene che ho portato sulle spalle, ma soprattutto e
anche in relazione alla musica.
Molte volte ho cantato per la pace con la mia chitarra davanti ai volti di
centinaia di immigrati e dei comboniani di Castelvolturno: ricordo in
particolare il sit-in davanti a Montecitorio cui parteciparono anche padre
Alex Zanotelli e diverse altre personalita'; un'altra volta a Napoli davanti
alla prefettura, ove da diversi giorni un altro gruppo di immigrati stava
facendo uno sciopero della fame e della sete per chiedere al prefetto il
diritto del permesso di soggiorno. E' incredibile la loro spontaneita', nel
vedermi arrivare con la chitarra si animarono e mi sorrisero subito, non
sembravano affatto stanchi e affamati, cominciarono a cantare, a battere le
mani, solo perche' avevo voluto dedicare  loro un po' del mio tempo, un
gesto di solidarieta'.
Sono rari nel nostro paese i gesti solidali nei loro riguardi, anzi
subiscono sfruttamento e discriminazione, vengono gettati senza alcuna
pieta' nelle gabbie dei Cpt e trattati come malfattori. Ma io dico che
queste persone sono migliori di tanti ambigui occidentali che dentro hanno
il cancro del potere e della corruzione.
Altre esperienze sono state anche a Roma lungo i cortei per la pace, e
ritornando sempre a Napoli (che e' la mia terra) quando cantai durante lo
svolgersi di una marcia anticamorra nel quartiere Forcella, martoriato da
agguati e stragi che continuano a susseguirsi come una maledizione senza
fine. In quella circostanza chiesi ad alta voce alla gente, partendo proprio
dalle parole della canzone, di unirsi, di  mettersi insieme, di uscire dalla
paura, reagire, e vincere la violenza attraverso azioni nonviolente, forme
di solidarieta' e percorsi educativi alla pace, perche' ogni essere umano ha
il diritto di vivere, di realizzare un proprio sogno, di sperare in un
futuro di pace e non di guerra e devastazione. Subito a quelle mie brevi
parole segui' la risposta della gente che mi fece un forte applauso
spontaneo e sincero; avvertii in quella risposta il desiderio profondo del
cambiamento.
*
Domanda: La tradizione dei e delle folk-singer, da Woody Guthrie a Wolf
Biermann, da Joan Baez a Violeta Parra, si e' frequentemente fortemente
intrecciata con le lotte popolari per i diritti e la pace, contro
l'ingiustizia e per la solidarieta', per la rivendicazione della dignita'
umana di tutti gli esseri umani. Cosa significa per te collocarti in questa
tradizione?
Risposta: Collocarmi in questa tradizione significa aver fatto la scelta di
cantare per la pace, la pace che richiama la giustizia, giustizia che
richiama la liberta', liberta' che richiama la speranza, speranza che
richiama l'amore, amore che richiama la solidarieta', e cosi' via; la scelta
di cantare contro tutte le guerre, le bombe, le armi, le ingiustizie, il
razzismo, le discriminazioni, l'odio, l'indifferenza.
Fa tremendamente male assistere allo spettacolo dell'ingiustizia. E allora
che fare? Allora forza con le lotte nonviolente, le azioni dirette popolari.
Ce ne vogliono, e tante. Boicottiamo questo sistema di morte, facciamo
sentire la nostra voce, attiviamoci con i nostri mezzi, le nostre risorse
interiori: per me uno dei modi e' quello di cantare per la pace, la
giustizia e la legalita', per un altro sara' lo scrivere, per un altro
ancora sara' un modo ancora diverso, e cosi' via. Risvegliamo le coscienze,
c'e' bisogno di cambiamento per liberare la pace e costruire la giustizia.
Ogni giorno sono consapevole di questa scelta, cammino per la mia strada ove
incontro tanta gente, porto sempre con me addosso e ben visibile agli occhi
di tutti il mio segno esteriore, come una vera e propria disciplina che mi
fa camminare con austerita' ma anche con molta spontaneita': la sciarpa o lo
straccio arcobaleno.
*
Domanda: La scelta della nonviolenza, una scelta esigente, una scelta a
nostro comune avviso necessaria. Cosa significa per te? Quali sono stati i
punti di riferimento, le vicende storiche e le occasioni esistenziali che ti
hanno portata ad accostarti alla nonviolenza, a diventare, per usare la
bella formula di Aldo Capitini, una persona "amica della nonviolenza"?
Risposta: C'e' un'alternativa allo "scontro di civilta'", quest'alternativa
consiste proprio nello scegliere la strada del dialogo e della nonviolenza
come unica via di pace e di soluzione ai problemi del mondo.
Il primo ad avercela trasmessa e' stato Gesu', profeta e principe della pace
e della nonviolenza, attraverso il comandamento dell'amore: "Ama il prossimo
tuo come te stesso", e ancora: "Non fare ad altri cio' che non vuoi sia
fatto a te". Proseguendo nel corso dei secoli tante persone hanno adottato a
loro volta questo metodo segnando la storia: Francesco d'Assisi, Mohandas
Gandhi, don Primo Mazzolari, don Lorenzo Milani, don Peppino Diana, don
Tonino Bello, e il grande maestro laico dell'Italia: Aldo Capitini... ma ce
ne sono ancora tante e tanti altri.
La nonviolenza e' la strada che si dovrebbe adottare in ogni ambito, come
unico mezzo per la soluzione ai problemi. Si dovrebbe adottare nelle
istituzioni e nella politica soprattutto, che mai come in questo momento e'
cosi' ambigua, sterile, contraddittoria e vuota; la politica che dovrebbe
essere un servizio disinteressato svolto per il bene comune. La nonviolenza
e' la strada amichevole e giusta, equa, sobria e solidale; e' il metodo che
ci ha lasciato in eredita' Aldo Capitini, ove si riscopre il vero volto non
solo della politica, ma anche dalla societa' civile. La nonviolenza ci
insegna ad amare ed avere rispetto per l'essere umano e per la natura,
induce alla riscoperta di se stessi e dei propri talenti naturali come
valori fondamentali che messi al servizio del bene comune portano un gran
beneficio e una rinascita generale. La nonviolenza e' una disciplina che
arricchisce e nobilita la persona, la induce alla sensibilita',
all'equilibrio.
Rivolgo l'invito a scegliere questa strada come alternativa al male sociale
soprattutto ai miei compagni di viaggio, i giovani del Duemila: un altro
mondo e' possibile, ma dipende dalla rete che si tesse con pazienza
tramutare il nostro sogno in realta'.
La mia scelta della nonviolenza e' anche la lotta interiore, la capacita' di
saper vincere il male con il bene attraverso prove, azioni, resistenze che
ci mettono in continua discussione, trasformando le vecchie abitudini in
nuove idee e forme di solidarieta', di apertura verso il mondo, le persone e
la natura che ci circonda.
La mia scelta di essere amica della nonviolenza e' nata anche dall'aver
scelto la pace come compagna dei miei giorni. E' emersa in seguito a
percorsi e cammini che ho approfondito dentro di me, attraverso esperienze
anche in campo musicale, attraverso la conoscenza e l'incontro di tanta
gente, tante testimonianze. Una molto vicina e' stata quella di Rachel
Corrie, giovane pacifista americana schiacciata da un bulldozer militare
israeliano mentre si interponeva con una azione diretta nonviolenta per
impedire l'ennesimo abbattimento delle case dei palestinesi. La storia di
Rachel mi colpi' e mi segno' profondamente. Ho conosciuto i suoi genitori
qui in Italia all'inaugurazione del Centro per la pace e la nonviolenza
dedicato proprio a Rachel, a Ovada, vicino Alessandria. Alla giovane Rachel,
martire di pace e nonviolenza, ho dedicato una canzone che porto in giro.
Abbiamo cominciato questa conversazione parlando del binomio musica e pace.
Vorrei concludere con un elemento in piu' passando da un binomio a un
trinomio: musica, pace, nonviolenza, tre elementi che sono perfettamente
collegati fra loro. La musica e' la mia vita, la pace il mio ideale, la
nonviolenza la mia disciplina, l'equilibrio e il percorso sulle strade della
vita...

(Per leggere gli altri articoli,collegarsi al sito: www.peacelink.it  ed entrare nell'archivio liste e selezionare:Nonviolenza

oppure collegandosi al sito del Movimento Nonviolento Nazionale : www.nonviolenti.org   - )

 

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...Friede...Uguaglianza...Aleka...Peace...Solidarietà...Paix...Amore...Pace...*

10. PER SAPERNE DI PIU'


* Indichiamo il sito del Movimento Nonviolento: www.nonviolenti.org; per
contatti:
azionenonviolenta@sis.it
* Indichiamo il sito del MIR (Movimento Internazionale della
Riconciliazione), l'altra maggior esperienza nonviolenta presente in Italia:
www.peacelink.it/users/mir; per contatti: mir@peacelink.it, sudest@iol.it,
paolocand@inwind.it
* Indichiamo inoltre almeno il sito della rete telematica pacifista
Peacelink, un punto di riferimento fondamentale per quanti sono impegnati
per la pace, i diritti umani, la nonviolenza:
www.peacelink.it; per
contatti:
info@peacelink.it


Vedi anche :

http://nonviolenti.org/index.php?option=com_content&task=view&id=281&Itemid=92#l

 

 Intervista/Conversazione con Agnese a cura di “ Paolo Predieri ”,curatore e responsabile della pagina musicale della rivista mensile nazionale :” AZIONE NONVIOLENTA                    

   

                     http://www.agneseginocchio.it/Recensioni/MusicaNonviolenti_Paolo%20Predieri.htm

 

 

    Per saperne di più:      www.nonviolenti.org