Comunicato
stampa (Vai
all’ home page di Agnese Ginocchio, Cantautrice/ Artista per la Pace )
Agnese Ginocchio invita la e le Chiese
diocesane a farsi promotrici dell' Appello di Pace di Assisi

(Caserta e provincia) ***Dalla cantautrice per la
Pace Agnese Ginocchio-voce-dei movimenti
per la Pace,
riceviamo quest' urgente Appello di Pace, lanciato ad Assisi, rivolto in
primis alle chiese diocesane:
"Non capisco come mai durante
le omelie delle celebrazioni liturgiche, in alcune chiese diocesane (a
eccezione del capoluogo ) di tutto si parla tranne che di Pace. Perchè forse
con la crescente crisi delle guerra che ci circonda non è urgente
sensibilizzare la gente ad attivarsi e muoversi affinché si possa davvero
cominciare a fare un salto di qualità, a mettere in pratica il messaggio
evangelico della Pace, trasmessoci da Gesù Re e Profeta della Pace?
La sua prima parola dopo la Resurrezione fu: Pace! La sua prima parola
nell'incontrare la gente lungo le strade è stata: Pace! Pace, solo Pace! Perchè
mi domando si ha così timore di nominarla nelle nostre chiese diocesane? Di
tutto si parla, si tergiversa, si gira attorno, come se si avesse paura
di spaventare, di far scappare le pecorelle. Si cela la verità, le omelie
sono piene solo dei soliti discorsi, nulla di nuovo, non cambiano. Ma
cosa si teme? Piuttosto l'unico vero giudizio da temere è quello di Dio
non quello degli uomini. Siamo tutti responsabili della formazione e quindi
della salvezza e della perdizione del gregge. Siamo o non siamo
cristiani sulle orme del maestro? Che cosa avrebbe fatto Gesù ai tempi
nostri? Se ne sarebbe stato zitto e quieto? A suo tempo non si indignò e
con un gesto cacciò via dal tempio gli speculatori della Verità?
Quanti speculatori della Verità( la
zizzania) ai giorni nostri....ne siamo stracolmi. La religione la si
costruisce sui nostri interessi piuttosto che ammantarla di umiltà, di
carità verso il prossimo e distacco dal potere. Diventa urgente allora,
perchè sia davvero credibile l'impegno dei cristiani, rilanciare nel suo
antico splendore questo titolo che ci appartiene in pieno come
credenti. La Pace
dell' Arcobaleno non è la Pace
di parte, ma è la Pace
di tutti, credenti e non credenti. E' la forza dei colori che unisce le
diversità e forma l'unità tra i popoli, che si riscoprono di essere
in Dio tutti fratelli. L' Arcobaleno apparso a forma di
ponte come segno di unione tra cielo e terra, è il simbolo biblico per
eccellenza della Pace, il patto di alleanza di Dio stipulato con gli uomini
dopo il diluvio universale. La Pace oggi è martire, perchè speculata, minacciata
dalle violenze, dai crimini d'umanità, dall'escalation delle guerre, dai
massacri e dalle illegalità mafiose. Cristo, come tutti i suoi veri seguaci, i
profeti di Pace, ha seguito la via del martirio immolandosi
sulla croce della Pace e della Speranza. La Pace è il Volto laico del
Vangelo. La Pace dunque
è il Volto di Cristo! Ognuno prima di pensare o agire male, si ricordi che
la Pace è il
nome di Dio! Con queste ultime parole dell'Appello lanciato da poco ad
Assisi (4-5 settembre 2006), in occasione dell' Incontro Internazionale
"Uomini e Religioni" , invito, nel nome della Pace le chiese della
Diocesi ad aprirsi, aprirsi alla Pace, a spalancarle le porte affinché si
rilanci una cultura di Pace, senza la quale non ci sarà mai Vita, Cittadinanza,
Speranza, Religione e Futuro!"
Comunicato stampa fonte da: Agnese Ginocchio, cantautrice per la
pace( Movimenti per la pace) www.agneseginocchio.it
________________________________________________________
Segue Comunicato 2
Appello di ASSISI, Incontro
Internazionale "Uomini e Religioni"mercoledì, 4-5
settembre 2006.
Chi semina terrore, morte, violenza, in
nome di Dio, si ricordi che la
Pace è il nome di Dio!
Per questo la nostra speranza è quella di
un mondo di pace. Niente è perduto con il dialogo, tutto è possibile con la
pace! Mai più, allora, la guerra. Dio conceda al mondo il dono meraviglioso
della Pace
Appello per la Pace presentato nel recente
Incontro Internazionale "Uomini e Religioni" (Assisi, 4-5 settembre
2006), al quale hanno partecipato circa 200 leader religiosi che hanno
riflettuto sul tema "Per un mondo di pace -- Religioni e culture in
dialogo". L'appello di Pace è stato letto durante la cerimonia di chiusura
da Zeinab Ahmed Dolal, una operatrice sanitaria proveniente dalla Somalia. I
capi religiosi hanno poi affidato l'Appello nelle mani di bambini di
nazionalità diversa, che a loro volta, a nome di ogni generazione, lo hanno
consegnato agli ambasciatori e alle autorità che rappresentano le nazioni del
mondo intero.
Uomini e donne di
differenti religioni, ci siamo ritrovati ad Assisi, città di Francesco, santo
della pace, in un momento difficile del nostro mondo, così carico di tensioni,
conflitti, minacce terroristiche. Abbiamo ricordato l'iniziativa audace e
profetica di Giovanni Paolo II che, nel 1986, in piena guerra
fredda, invitò a Assisi i leader religiosi del mondo a pregare per la pace. Fu
l'inizio di un cammino di dialogo, di preghiera e di pace, che ora è tornato ad
Assisi. E' un cammino che ha liberato energie di pace e ha continuato a fare
sperare tanti in un futuro di pace. In questi giorni, ci siamo chinati sulle
nostre diverse tradizioni religiose che, in modo differente, testimoniano un
messaggio di pace dalle radici antiche. Abbiamo intrecciato il nostro dialogo
con uomini e donne di cultura laica e umanista. Abbiamo vissuto una scuola di
dialogo. Oggi ci siamo raccolti nella preghiera secondo le diverse tradizioni
religiose, convinti del valore dell'invocazione a Dio nella costruzione della
pace. Abbiamo mostrato come la preghiera non divide, ma unisce: abbiamo pregato
gli uni accanto agli altri, non pregheremo mai gli uni contro gli altri.
Abbiamo rivolto la nostra attenzione a tante situazioni di conflitto e di
dolore, che coinvolgono migliaia di persone, tante famiglie, tanti popoli. Ne
abbiamo condiviso la sofferenza. Non vogliamo dimenticarle né rassegnarci al
loro dolore. I problemi sono tanti nel mondo di oggi. Ma, per questo non ci
rassegniamo alla cultura del conflitto, secondo cui lo scontro sarebbe l'esito
inevitabile del prossimo futuro di intere comunità religiose, di culture e
civiltà. Siamo uomini e donne credenti, non siamo ingenui. Il secolo che è
trascorso ci ha mostrato come guerre mondiali, la Shoah, genocidi di
dimensioni non immaginabili, oppressione di massa, ideologie totalitarie, hanno
rubato milioni di vite umane e non hanno rinnovato il mondo come promettevano.
Per questo diciamo: nessuno scontro è un destino inevitabile, nessuna guerra è
mai naturale. La pace è irrinunciabile, anche quando appare difficile o
disperato perseguirla. Vogliamo aiutare ogni uomo e ogni donna, chi ha
responsabilità di governo, a rialzare gli occhi oltre il pessimismo, e scoprire
come la speranza è vicina se si sa vivere l'arte del dialogo. Le religioni
abituano i credenti a cercare di realizzare valori alti che sembrano, a molti,
poco facilmente praticabili. Non possiamo rinunciare a ridurre l'abisso tra i
ricchi e i poveri e a cercare la pace in ogni modo. Questa è la speranza che
comunichiamo e proponiamo qui dal colle di Assisi, chiedendo ai fedeli delle
nostre comunità di pregare e di operare per la pace. Crediamo nel dialogo,
paziente, veritiero, ragionevole: dialogo per la ricerca della pace, ma anche
per evitare gli abissi che dividono culture e popoli e che preparano gravi
conflitti. Tutti noi, esponenti di religioni diverse, abbiamo affermato il
valore del dialogo, del vivere in pace, mentre lo abbiamo praticato lungo
questi giorni in spirito di amicizia, come modello e esempio ai fedeli delle
nostre comunità. La guerra non è inevitabile. Le religioni non giustificano mai
l'odio e la violenza. Chi usa il nome di Dio per distruggere l'altro si allontana
dalla religione pura. Chi semina terrore, morte, violenza, in nome di Dio, si
ricordi che la Pace
è il nome di Dio. Dio è più forte di chi vuole la guerra, di chi
coltiva l'odio, di chi vive di violenza. Per questo la nostra speranza è quella
di un mondo di pace. Niente è perduto con il dialogo, tutto è possibile con la
pace! Mai più, allora, la guerra. Dio conceda al mondo il dono meraviglioso
della Pace!
Assisi, 5
settembre 2006