SAN NICOLA LA STRADA
(Caserta)
Rifiuti, secondo radio Vaticana c’è
rischio di rivolta civile
Due esponenti del Comitato dei Garanti
respinti al cancello della discarica
Articolo di Nunzio De Pinto
(giornalista) 17 Maggio 2007
SAN NICOLA LA STRADA
– Tanto tuonò che piovve. I comitati contro la discarica Lo Uttaro avevano
preteso il mantenimento degli impegni assunti da parte delle istituzioni, così
ora una volta ottenuto, non senza penare, il tanto atteso “Comitato dei
Garanti” si vedono respinti al cancello d’ingresso della discarica. Oltre al
danno anche la beffa. È successo martedì quando i due incaricati a far parte
dell’organismo, che deve controllare l’esatta applicazione del protocollo
d’intesa siglato l’11 novembre 2006, sono stati fermati dal personale e non
hanno potuto mettere piede all’interno della struttura. Eppure, Nicola Santagata e Giuseppe Lembo, i due esperti scelti dai Comitati civici, si sono
presentati fuori il cancello della Uttaro con in mano l’Ordinanza prefettizia
di nomina nr. 142 dell’11 maggio scorso. Non credevano ai loro occhi e, subito,
il pensiero dei comitati è che nella discarica c’è qualcosa che non vogliono
far vedere. Forse che i rifiuti che entrano non sono “Fos”, forse che dai
camion fuoriesce “percolato” (mica cioccolata), forse che gli stessi non sono
sigillati e coperti, e forse chissà quante altre irregolarità. Sulla vicenda
dei rifiuti interviene, intanto anche il Vaticano. “C'é interesse a non risolvere l'emergenza rifiuti in Campania. È
quanto ha affermato dai microfoni di Radio Vaticana il vescovo di Pompei mons. Carlo Liberati, paventando anche il “rischio di una rivolta civile”. “Certo” – ha risposto alla domanda se non
si voglia risolvere il problema – “perché
sotto ci sono degli interessi economici da salvaguardare, che non sono né
chiari, né puliti. Questo decreto del Governo” – ha aggiunto il prelato – “che stabilisce dei siti dove creare
discariche di rifiuti ha suscitato delle manifestazioni di protesta e dunque il
decreto legge fa fatica ad essere applicato. Naturalmente” - ha osservato
il Vescovo – “la popolazione buona, che è
la stragrande maggioranza in Campania, la gente semplice che lavora e porta
avanti la sua vocazione umana, è irritatissima. Ma io non riesco a capire come
le autorità che ci comandano possano sopportare una sventura di questo genere.
Qui” – ha poi concluso – “siamo proprio
al limite della tollerabilità. Io credo che ci potrebbe essere il rischio di
una rivolta civile”.
NUNZIO DE PINTO
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