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Studio Tecnico
Magnifico – Pastore
Arch. Lorenzo MAGNIFICO
Geom. Pietro PASTORE
Relazione tecnico – descrittiva circa lo stato dei luoghi dell’area
sita nel Comune di Pignataro Maggiore, provincia di Caserta, di proprietà della
Società Pemba s.r.l., resa a tutto il 26 giugno 2008.
Via
S. Croce, 3 - 81020 - San Nicola
I sottoscritti Arch. MAGNIFICO Lorenzo e Geom. PASTORE Pietro, rispettivamente
iscritti all’ordine degli architetti della provincia di Caserta al n° 226 ed
all’albo dei geometri della provincia di Caserta al n° 2554, come da incarico
ricevuto dalla sig.ra Anna PAGLIALUNGA,
amministratrice pro – tempore della Società “Pemba s.r.l.” con sede legale in Roma alla Via Anagnina n 512,
hanno effettuato attenti sopralluoghi all’area sita nel Comune di Pignataro
Maggiore (CE) alla Via Vicinale Pezzatavolella, di proprietà della Società
“Pemba s.r.l.” e relazionano quanto segue.
Trattasi di un’area in parte libera
da edificazione, riportata nel catasto terreni di Caserta al foglio 18 del
comune di Pignataro Maggiore part.lla 5023 con destinazione urbanistica
Industriale – zona A.S.I. ed in parte edificata da capannoni industriali,
riportata in catasto fabbricati al foglio 18 del comune di Pignataro Maggiore
part.lla 105.
All’area in questione si giunge dalla
strada provinciale attraversando una vicinale denominata PEZZA TAVOLELLA, dopo
aver superato un passaggio a livello incustodito della linea ferroviaria Roma –
Napoli. La suddetta vicinale è una normale strada di campagna, non asfaltata e
del tutto sterrata con presenza di buche, che attraversa altre proprietà prima
di arrivare sull’area oggetto della presente perizia. Su tale area, come già
detto, vi è la presenza di un’ampia zona edificata con manufatto industriale in
parte dimesso ed in parte demolito, che un tempo era utilizzato per la
trasformazione del tabacco.
Premesso che:
a.
il Sindaco di Pignataro
Maggiore con Ordinanza nr.153 del 31/12/2007 autorizzava lo sversamento e lo
stoccaggio dei rifiuti urbani prodotti
in 2 cassoni allocati presso la proprietà della scrivente società;
b. considerato che con Ordinanza
Sindacale nr. 9 del 17/01/2008, il
Sindaco Avv. Magliocca sulla base di disposizioni del Commissario Straordinario
per l’Emergenza Rifiuti, disponeva che il rifiuto differenziato multimateriale
doveva essere conferito presso l’impianto
Di Gennaro S.p.A., sito in località Pascarola - Caivano (CE), e autorizzava il
Consorzio di Bacino Intercomunale CE/4 – Egea S.p.A., con sede in Via
Domitiana, Km 31 – Castelvolturno (CE) ad utilizzare, per il conferimento del
rifiuto differenziato multimateriale presso l’impianto Di Gennaro S.p.A., sito
in località Pascarola - Caivano (CE), i seguenti automezzi - automezzo tipo
“treassi”, marca Renault targato: CW 299 HZ;
c. considerato che con Ordinanza del 17/01/2008,
il Sindaco -Alla Società Pignataro Patrimonio srl con sede legale presso la
Sede Comunale di Pignataro Maggiore di effettuare interventi di messa in
sicurezza dal punto di vista igienicosanitario dei rifiuti, attualmente
depositati presso l’area privata concessa in uso dalla ditta proprietaria Pemba
S.r.l, secondo le prescrizioni dell'Ordinanza Commissariale;
d. visto che con nuova nr. 12 del
21/01/08 il Sindaco ordinava alla società Pemba S.r.l., proprietaria dell’area
posta in Via Vicinale Pezzatavolella,
riportata in catasto al Foglio 18, tra la maggiore consistenza della
particella 105, di porre nella disponibilità del Comune di Pignataro Maggiore
l’area di circa mq 1.500 per lo stoccaggio provvisorio dei rifiuti, per un
periodo iniziale di mesi 4 (quattro); e
nuovamente ordinava alla società Pignataro Patrimonio s.r.l. di effettuare
interventi di messa in sicurezza dal punto di vista igieni_ co-sanitario dei
rifiuti, attualmente depositati nei cassoni posti presso l’area privata in uso
dalla ditta proprietaria Pemba S.r.l, secondo le prescrizioni dell'Ordinanza
Commissariale;
e. successivamente in data 31/01/2008 il
Sindaco, emetteva una nuova Ordinanza nr. 15 nella quale
autorizzava:”..... in deroga a quanto
previsto dal D. Lgs. 22/97 e dal Testo Unico Ambientale, il Consorzio di Bacino
Intercomunale CE/4 – Egea S.p.A., con sede in Via Domitiana, Km 31 –
Castelvolturno (CE), per il trasporto e conferimento dei seguenti rifiuti:
RSU (cod cer 200301) – carta e cartoni
(cod cer 150101) – vetro (cod cer 200102) – multimateriale (cod cer 150106),
presso il sito di trasferenza Cos.Mer. S.p.A., sito in Via S.P. n. 93 – Conte –
81052 Pignataro Maggiore (CE), utilizzando l’automezzo targato CW 114 HZ;
f. preso atto che il Sindaco con
Ordinanza nr. 16 del 07/02/2008 affidava in house alla Società “Pignataro
Patrimonio” srl, l’attuazione del progetto per la realizzazione del servizio di
raccolta differenziata nel Comune di Pignataro Maggiore, con decorrenza dal
01/04/2008;
g. Il Sindaco preso atto che, l’A.R.P.A.C., a seguito di sopralluogo in sito del
24.01.2008, congiuntamente al personale del Servizio Tecnico Comunale, emetteva
proprio parere favorevole di
compatibilità del sito, giusta nota fax del 29.01.2008, prot. 0927, in
cui sono contenute le seguenti prescrizioni a protezioni delle matrici
ambientali:
1. dotare il lotto di cancello d'ingresso e recinzione
con rete metallica a maglie strette,
sorretta da pali di sostegno,
dell'altezza approssimativa dì circa 3 metri;
2. porre in opera sul fondo e sulle pareti perimetrali
un telo di tessuto non tessuto;
3. impermeabilizzazione dell'area con telo
"geomembrana" in HDPE di due mm. Il telo in HDPE deve essere
termo-saldato;
4. realizzazione di una platea in cls posto al di
sopra del telo in HDPE, munita l'area di cordolo perimetrale e
di idonea pendenza;
5. predisporre sul lato prospiciente l'ingresso
dell'invaso un piazzale di manovra degli automezzi;
6. predisporre un di raccolta del percolato con vasca
a tenuta, realizzata con anelli in cls vibrato, di cui il primo
anello deve avere aperture alla base per favorire il
convogliamento del percolato e posizionato nell' angolo interno alla piazzala
di maggiore pendenza;
7. mantenere l'intera area pulita da vegetazione
spontanea;
8. alla fine delle operazioni giornaliere di
stoccaggio coprire i rifiuti con teli microfessurati;
9. effettuare interventi periodici di disinfettazione,
disinfezione e derattizzazione ad irrorare la massa di rifiuti
con appositi prodotti per l'abbattimento degli odori;
10. predisporre idonea illuminazione dell'area;
11. predisporre un piano antincendio e di primo
intervento, e prevedere la formazione professionale del personale
addetto agli interventi di emergenza;
12. rimuovere tempestivamente i rifiuti sversati
sull'area ed allocarli nell'area i mpermeabilizzatali
presente parere
viene rilasciato secondo le specifiche competenze
tecniche dell'ARPAC, fatte salve tutte le limitazioni normative, regolamentate
da leggi in materia ambientale.
Con Ordinanza nr. 17 del 07/02/2008 Ordinava con
effetto immediato di requisire per un
rpimo periodo di mesi sei (6), salvo proroga, le seguenti aree individuate in
catasto al foglio 18 part. 105 e di proprietà della società “Pemba” srl, da adibire ad aree per
stoccaggio dein rifiuti urbani del territorio comunale di Pignataro Maggiore;
con la stessa affidava alla ditta GEOS Environment s.r.l. il picchettamento
dell’area oggetto di requisizione, la direzione lavori e la realizzazione del
citato sito di stoccaggio provvisorio come disposto dalla prescrizione ARPAC.
Il giorno 23/06/2008, i
sottoscritti tecnici si recavano sul luogo per effettuare le operazioni
peritali.
Considerato che l’Ordninanza Sindacale nr. 17 del 07/03/2008
come sopra riportato affidava alla ditta specializzata GEOS ENVIRONMENT srl, il
picchettamento dell’area oggetto di requisizione, la direzione lavori e la realizzazione del sito di stoccaggio
provvisorio così come disposto dalle prescrizioni dettate dai Tecnici
dell’ARPAC in data 29/01/2008 ed integralmente riportate nell’Ordinanza di cui sopra.
All’atto del sopralluogo,
in riferimento alle suddette disposizioni, si riscontravano le difformità che
punto per punto sono di seguito riportate:
Al punto 1 di detta nota,
si disponeva di dotare:” il lotto di cancello di ingresso e recinzione con rete
metallica a maglie strette, sorretta da pali di sostegno, dell’altezza
approssimativa di circa tre metri” ; in realtà esiste una recinzione ed un
cancello di ingresso ma il cancello risulta essere sprovvisto di serratura tale
da rendere accessibile a chiunque l’area, e la recinzione, in rete metallica a
a maglie strette ha un’altezza
approssimativa di circa due metri. (vedere foto)



Al punto 2 si
disponeva:”di porre in opera sul fondo e sulle pareti perimetrali un telo di
tessuto non tessuto”; nello stato di fatto non è stato posto il telo di tessuto
non tessuto sul fondo, mentre è stato posto soltanto a ridosso del terrapieno
così come realizzato (segue foto)

Al punto 3 si disponeva:
“di impermeabilizzare l’area con un telo in HDPE termosaldato”, in effetti il
telo risulta saldato sul fondo, ma nella parte alta è assicurato con picchetti
di ferro conficcati nel terrapieno che ne compromettono la tenuta e sopratutto
l’impermeabilizzazione. (vedi foto)



Al punto 4 “realizzazione
di una platea in cls posta al di sopra del telo in HDPE, munendo l’area di un
cordolo perimetrale e effettuando una
idonea pendenza”; fin dalle prime
verifiche e come si evince dalle precedenti relazioni, non è mai stata mai realizzata questa prescrizione; (vedi foto)





Al punto 5 “predisporre
un piazzale di manovra degli automezzi”; in realtà l’unico spazio
disponibile per tale prescrizione,
risulta essere occupato da composter, rifiuti indifferenziati e multimateriale;
(vedi foto)




Al punto 6 “ predisporre
una raccolta di percolato con vasca a tenuta
realizzata in cls vibrato di cui il primo anello deve avere una apertura
per permettere il convogliamento del percolato e deve essere posizionato
nell’angolo interno di maggiore pendenza”; esiste un tubo in cls che va al di
sopra dell’invaso e che dovrebbe raccogliere il percolato, non esistendo sistemi di convogliamento non
si capisce come possa il percolato
convogliare all’interno del suddetto manufatto, si precisa inoltre, che il
piazzale su cui è stato realizzatio l’invaso è completamente orizzontale. Dalle
sottoelencate foto si evince il ristagno delle acque meteoriche che
persistevano in fase di ultimazione dei lavori.



Al punto 7 “mantenere
l’intera area pulita da vegetazione spontanea” dalle successive foto risulta
evidente lo stato di degrado in cui versa l’invaso, con appunto vegetazione
spontanea cresciuta fino a ridosso
dell’invaso. (segue foto)





Al punto 8 “ alla fine
delle operazioni giornaliere di stoccaggio coprire i rifiuti con teli
microfessurati” tali prescrizione, all’atto di ripetuti sopralluoghi non è mai stata osservata. (vedi foto)

Al punto 9 “effettuare
interventi periodici di disinfestazione, disinfezione e derattizzazione ad
irrorare la massa di rifiuti con appositi prodotti per l’abbattimento degli
odori” secondo gli scriventi si presume,
che detta prescrizione non venga osservata, in considerazione degli odori
nauseabondi che fuoriescono dall’invaso
e i numerosi insetti alati, probabili vettori di infezioni, che infestano l’intera area, e quelle limitrofe.
Al punto 10 “ predisporre idonea illuminazione dell’area
“ all’atto dei diversi sopralluoghi e alla data odierna, non è mai stato
rilevato alcun impianto di illuminazione dell’area.
Al punto 11 “predisporre
un piano antincendio e un primo intervento prevedendo la formazione
professionale del personale” durante le
operazioni peritali sono stati rilevati soltanto due piccoli estintori
scarrellabili, evidentemente insufficienti ad assolvere il primo intervento
antincendio, vista anche le numerose tonnellate di rifiuti solidi urbani
stoccati nel sito.

Al punto 12 “rimuovere
tempestivamente i rifiuti sversati sull’area ed allocarli nell’area
impermeabilizzata” tale operazione è
stata parzialmente eseguita effettuando una movimentazione di rifiuti senza
essere in possesso delle relative autorizzazioni previste dal Decreto
Legislativo 152/06 e smi. Inoltre l’area circostante l’invaso risulta essere occupata:
·
da composter in cattivo
stato di manutenzione, esposti al sole con relativa fuoriuscita di percolato su
tutta la superficie (vedi foto)


·
da rifiuti cimiteriali i
quali vengono depositati fuori dalla suddetta area e bruciati
da ignoti; (vedi foto)


·
da rifiuti multimateriale di provenienza scolastica accantonati in un angolo del piazzale
quali banchi, sedie e lavagne; (vedi
foto)

Con l’intento di rappresentare quanto
riportato nella precedente perizia del 19 marzo 2008 redatta dai
sottoscritti, di seguito ne riporta il
sunto.
I sottoscritti tecnici in detta
perizia già rilevavano quanto in sunto
testualmente riportano:
“Tale area non presenta
le caratteristiche idonee ad una simile
attività, infatti il pavimento del tipo industriale è formato da
riquadri mt. 5,00 x 5,00 con gli interstizi che, l’usura del tempo e l’esposizione
agli eventi atmosferici, ha trasformato in vere e proprie fessure che
permettono infiltrazioni di qualsiasi tipo di liquido. ..........Quindi se
l’obiettivo del Sindaco del Comune di Pignataro Maggiore è di realizzare un
sito di stoccaggio ai sensi della lettera “i” dell’art. 183 del D.Lgs. 152/06,
è da porre in evidenza che tale norma si riferisce ad una attività di
smaltimento, che per sua natura non può essere temporanea.
Il Testo Unico Ambientale prevede la realizzazione di “deposito temporaneo” ai sensi della
lettera “m” dell’art. 183 del D.Lgs.
152/06.
Pertanto l’attività di stoccaggio, così come indicato nell’Ordinanza è
una attività che prevede un iter autorizzativo diverso dall’ordinanza.
In ogni caso è opportuno specificare che:
1.
Allo stato, nessun atto indica in modo preciso, e in via
preliminare, le quantità di rifiuti da depositare;
2.
L’area in questione è priva di qualsiasi pavimentazione o
impermeabilizzazione idonea a ricevere
tali rifiuti;
3.
Allo stato non si
dispone di analisi aggiornate in relazione alla falda acquifera;
4.
Nelle immediate vicinanze è presente una stazione ferroviaria
ed unità abitative, con esercizi commerciali;
5.
Non è in atto alcun piano di disinfestazione ambientale e
deodorizzazione al fine di evitare cattivi odori e proliferazione di insetti,
probabili vettori di malattie;
6.
Allo stato nell’area in cui sono stoccati i rifiuti, non vi è
alcuna protezione per evitare le infiltrazioni di percolato nella falda
acquifera;
7.
Non è stato realizzato
alcun sistema di canalizzazione per la raccolta del percolato;
8.
Non vi sono sistemi di pendenza atti ad evitare ristagni di percolato
ed idonei sistemi di raccolta e stoccaggio del percolato prodotto;
9.
Non è presente alcuna copertura dei rifiuti, con idonei teli,
al fine di evitare maggiori percolamenti in caso di pioggia, propagazione di
miasmi e dispersione dei rifiuti nell’ambiente circostante;
10.
Non è presente una idonea illuminazione artificiale del sito;
11.
Non è presente una idonea viabilità;
12.
Non è stato adottato alcun sistema di stoccaggio dei Rifiuti
Solidi Urbani atto a garantire ogni tutela dei lavoratori in caso di principio
di incendio;
13.
Allo stato attuale tutte le operazioni svolte nel sito
vengono effettuate senza alcuna garanzia per la salute pubblica e quella dei
lavoratori............ Non è stata
effettuata alcuna operazione di messa in sicurezza dei rifiuti, così come
indicato nell’Ordinanza numero 10 del 17 Gennaio 2008....... Le ruote dei compattatori o
dei gasoloni che portano i rifiuti si impregnano di percolato il quale viene
sparso per tutto il terreno circostante.
Quindi il sito non dispone di una
strada dedicata, carrabile e formata da materiale coerente, con pendenze
inclinate verso le caditoie di raccolta delle acque, accessoriata da opportuna
segnaletica.
Non vi è alcun sistema di
prevenzione in caso di incendio. Infatti, oltre alla mancanza di idoneo sistema di prevenzione di un eventuale
incendio, vi è anche l’enorme difficoltà di raggiungere il sito da parte dei
mezzi di soccorso, a causa della precaria situazione viaria (passaggio a
livello e strada sconnessa).
Il sito non risulta sorvegliato ed
idoneamente recintato......... Da ciò si evince che i rifiuti sono stati
oggetto di movimentazione all’interno dello stesso sito senza nessuna
precauzione per l’ambiente, per la salute pubblica ed in special modo per i
lavoratori che vi operano.
Inoltre dalla lettura dell’Ordinanza n° 17 del 7 Febbraio 2008 si evince
che tale operazione è stata avallata dai Tecnici Arpac.
Alla luce di quanto sopra descritto,
risulta evidente che in detto sito vengono svolte operazioni che non sono
contemplate nel comma 3 dell’art. 191 del D.Lgs. 152/06, disapplicando
l’Ordinanza n° 17....... Preliminarmente è da chiarire che:
1. L’area che si intende adibire a sito di
trasferenza è, all’atto del sopralluogo, in fase di allestimento usando del
terreno prodotto dalla macinazione di materiale di risulta proveniente da
demolizioni edilizie contenente anche materie plastiche e metalliche. Tale area
sembra già di per se un rifiuto ammassato in modo tale da formare una buca sopraelevata
al piano campagna ;
2.
All’interno di questo
invaso non vi sono vasche di accumulo del percolato prodotto......... L’area interessata ai lavori di una stazione
di trasferenza e/o stoccaggio provvisorio dei rifiuti, risulta già oggi gravemente
compromessa dal precedente sversamento di RSU effettuato senza alcuna
precauzione.”
A conclusione della presente perizia
si precisa altresì, che tutta l’attività
svolta nell’area , si rappresenta come una vera e propria discarica non
autorizzata con un’attività abusiva di trattamento e gestione di rifiuti che
non è contemplata dall’art. 191 comma 3
del D. lgs. 152/06.
Tale attività viene svolta in un modo
incontrollato con notevole danno per l’ambiente e la salute pubblica.
Con la innanzi scritta perizia i
sottoscritti tecnici in adempimento a quanto richiesto dalla Sig.ra Anna
Paglialunga Amministratrice della Società PEMBA srl, dichiarano di aver
rappresentato lo stato di fatto dei luoghi
interessati dalla presente.
Tanto in adempimento della richiesta.
San Nicola La Strada, 26 giugno 2008
Arch. MAGNIFICO Lorenzo
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Vedi anche:
“Speciale
Emergenza Rifiuti Caserta e prov, Napoli e Campania” a cura del portale
d’informazione della provincia, regione, Italia & d:
“Alto
Casertano- Matesino & d” (http://altocasertano.wordpress.com
)
http://altocasertano.wordpress.com/category/speciale-emergenza-rifiuti-campania-caserta-napoli/
Vedi anche Documentazione su Caso discarica Lo Uttaro e Emergenza Rifiuti Campania(Clicca quì )