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metto in rete alcuni articoli sull'argomento, stimolata da Mariella.
Questi li avevamo pubblicati tempo fa su Tablo area nolana.



_______________________________________________________________________
Roggiolani:«L´ho scoperto io e il nome glielo do io»
‘Dissociatore molecolare’ per i rifiuti: cos’è?
tratto da http://www.greenreport.it/contenuti/leggi.php?id_cont=3645

Fabio Roggiolani, consigliere regionale dei Verdi e responsabile nazionale energie del
partito, l’avevamo lasciato una decina di giorni fa, alla vigilia della sua partenza per
l’Islanda, dove è andato a visitare un impianto di gassificazione. In questo periodo è
accaduto di tutto. Al ritorno dal viaggio Roggiolani ha fatto sapere che questo impianto
può essere l’alternativa agli inceneritori, gli ha modificato i connotati chiamandolo
“dissociatore molecolare” e intanto si è scatenato un dibattito mediatico anche sul nostro
giornale su questa proposta… Roggiolani, partiamo dal nome: è andato a vedere un
gassificatore o un dissociatore molecolare? «Non si tratta di un gassificatore, perché
usare questo nome mi crea troppi problemi con i comitati, che conoscono i gassificatori
come l’impianto di Testi e simili. Quello che ho visitato in Islanda utilizza invece il
processo di gassificazione per 20 minuti e ha un abbattimento quasi totale delle emissioni
inquinanti. Quindi siccome questa tecnologia l’ho portata io alla conoscenza dell’opinione
pubblica, il nome glielo do io: dissociatore molecolare, che anche tecnicamente non fa una
piega».  Seconda perplessità, evidenziata da molti tra cui lo stesso assessore regionale
Marino Artusa: l’impianto che lei ha visitato brucia l’indifferenziato. Allora fare la
raccolta differenziata sarà inutile? «Questa è una vicenda basilare su cui siamo stati
chiari fin dall’inizio: noi non vogliamo usare l’indifferenziato, ma consideriamo che in
Islanda bruciando il tal quale ottengono un abbattimento delle emissioni del 98%.
Praticamente se utilizziamo noi questa tecnologia, dopo aver fatto raccolta differenziata
col porta a porta, le emissioni le azzeriamo. Ribadisco che siamo andati a vedere
quell’impianto fermo restando la riduzione della produzione di rifiuti del 15% e la quota
di differenziata al 55%, che vengono prima di ogni altra cosa». Perché è così sicuro che
questo “dissociatore molecolare” sia l’alternativa agli inceneritori?«Io sono un
antiinceneritorista per eccellenza, ma so benissimo che alcune tipologie di rifiuti vanno
bruciate per legge, come i farmaci, o gli scarti di macelleria e le carcasse di animali.
Quindi dico che questa è una rivoluzione culturale, perché mi sono stancato di Verdi che
non sanno proporre e scommettere. Può darsi anche che un giorno questa tecnologia si
riveli una bufala, ma almeno io ci sto provando e voglio che sia studiata a fondo. Io non
mi fermo. Nei prossimi giorni infatti vedrò un altro brevetto del genere nelle Marche e
lunedì andiamo a visitare un impianto di Gallicano». Quello di Gallicano è un
gassificatore…
«Sì, infatti mi dicono che la parte iniziale dell’impianto di Gallicano sia la stessa o
molto simile a quella visitata in Islanda. Vado lì a verificarlo apposta». Le battaglie
degli ambientalisti, nei decenni di fine secolo scorso, ottennero il risultato di
innalzare la temperatura degli inceneritori fino a 1200-1300 gradi, perché più alta è la
temperatura e meno diossine si formano. Il dissociatore molecolare che temperatura
utilizza?«Intorno ai 400 gradi, ma c’è una differenza fondamentale: nell’inceneritore il
rifiuto viene bruciato nel giro di pochi secondi e tutti gli inquinanti vengono esplosi
dal camino. Nel dissociatore molecolare l’effetto camino non c’è perché si tratta di un
processo lentissimo e le particelle vengono stabilizzate all’interno del processo
stesso».  Non credo di aver capito. «I tecnici che sono venuti con me a visitare
l’impianto sono in grado di spiegarlo con precisione, ma in ogni caso le assicuro che con
questo meccanismo siamo in condizione di tenere tutti gli inquinanti sotto controllo.
Comunque tutta la presentazione può essere scaricata anche sul nostro sito equologia.it.»
Un’ultima domanda: il dissociatore che avete visitato ha dimensioni molto ridotte.
Importare una tecnologia del genere significherebbe costruire tanti piccoli impianti,… di
solito è più facile controllare un unico grande impianto che decine di piccoli. «Non sono
del tutto d’accordo. A parte che secondo me le dimensioni ridotte sono garanzia della
serietà di chi le costruisce, ma poi vorrei ricordare la miriade di camion che devono
muoversi per portare rifiuti in un unico impianto, rispetto ai viaggi più brevi per
singole opere localizzate sul territorio. E le assicuro che l’inquinamento prodotto dai
camion a volte è di gran lunga maggiore di quello prodotto dagli inceneritori. Ah, già che
ci sono, vorrei correggere un affermazione che ho letto su altri giornali non sul vostro».
Prego. «Io non ho mai proposto di dare ulteriori contributi come certificati verdi a
questi impianti, anzi noi chiediamo da sempre l’abolizione dei cip 6».
________________________________________________________________________

Ambiente, informare per prevenire
‘Dissociazione molecolare’: ecco un’alternativa all’incenerimento dei rifiuti.

Firenze - Sabato 14 ottobre 2006 si è tenuto a Castelnuovo Garfagnana (Toscana) un
convegno organizzato dal Circolo culturale Colomba Rossa  dal titolo “Dissociamoci dagli
inceneritori”. Rifiuti: che fare? La dissociazione molecolare è la risposta’. Sono
intervenuti l’Ing Alberto Zucchelli della EnerGO srl e il Dr. Francesco Meneguzzo del CNR,
responsabile energia e innovazione tecnologica dei Verdi. L’Ing. Alberto Zucchelli ha
affermato che “il sistema gestisce anche il rifiuto urbano non selezionato, che bisogna
valorizzare per ricavare materia o energia”. “Carta e cartone va tolto prima, batterie e
altro materiale pericoloso va tolto prima. Il metallo si può buttare dentro, non fonde, si
può togliere dopo. Gestisce i rifiuti solidi organici, le biomasse, che sono
un’opportunità di produzione energetica. Gestisce i rifiuti ospedalieri e anche
copertoni”.  Il prodotto finale è gas che si può conservare e usare; invece l’inceneritore
produce calore che va usato subito, se no svanisce. L’inceneritore produce molta cenere
anche 20-25%, qui la cenere è il 3%. Qui si carica tutto, invece nell’inceneritore ci
vuole la preselezione. Ma cosa si fa con gas? Viene filtrato (la legge costringe a
purificare) può essere stoccato o usato per motore a scoppio. In modo più efficiente può
produrre idrogeno e poi essere inviato a fuel cell, questa opzione non è ancora economica
su scala piccolo, ma su scala medio – grande sì. La cella combustibile può essere diffusa,
ognuno se la tiene in casa per avere calore e energia elettrica, non più grosse centrali
elettriche, ha efficienza molto elevata. Metano vale 10 kw/ora, di questi 10 quando si
mette in centrale elettrica si ha diciamo 4, diciamo ½ si perde su fili e abbiamo alla
presa 3 ½.. Invece con fuel cell si parte con 10 che viene ad esempio
dalla campagna, le biomasse e passa attraverso case 80,  di cui elettrico 60 e  termico
20.
Il gassificatore tratta 12-15 tonnellate di rifiuti, è della grandezza di un grosso
container, quindi per l’inceneritore di Castelnuovo - che fa circa 40 tonnellate al
giorno- ci vogliono 3 container per fare quello che fa vostro inceneritore. Trasforma i
rifiuti in gas, che può essere usato per diversi utilizzi. Il gas è molto più pulito del
metano, bruciare significa produrre quasi niente. In Inghilterra ci sono molti
inceneritori sostituiti con questo sistema, c’è una parte con la caldaia
dell’inceneritore, poi questo gassificatore. A 400°C si parte, c’è start –up con syngas o
metano, dura circa 10 minuti, si porta la parte superiore a 200°C, poi si mantiene con
syngas. Circa il 20% del syngas prodotto rispetto alla massa iniziale serve per
autosostentarsi. A Husavik serve per 35.000 persone per rifiuti sia industriali che urbani
Si forma cenere bianca priva di carbonio, circa il 3% della massa caricata + metalli +
vetro Il Dr. Francesco Meneguzzo del CNR ha annunciato che è uscito uno studio dell’ARPAT
sulle micropolveri, La dissociazione molecolare appartiene alla gassificazione e ha
caratteristiche tutte sue: ha assenza di combustibile esterno, tranne nello start-up
brevissimo. E’ la tecnologia più praticabile dal punto di vista tecnologico, ambientale,
sanitario ed economico, sia per costi di realizzazione, sia per efficienza, è più
efficiente del vapore caldo da inceneritore che va solo in turbina. Si ha una fonte di
energia che oltre che molto più pulito è molto più flessibile, si può modulare. Altra
proprietà fondamentale può lavorare anche 24 -36 ton al giorno rispetto a inceneritore.
L’inceneritore che lavora 1000 ton/g richiede che i rifiuti vengano da lontano con
impatto. Questa è una soluzione che appare più praticabile e conveniente. E’ una
tecnologia nuova nel suo principio e ha applicazioni e operatività diversa da altre
esperienze in Toscana e in Italia. Rispetto al vostro inceneritore (quello di Castelnuovo
Garfagnana)  l’applicabilità è facile, la taglia tipica del dissociatore molecolare è di
37 ton/g, anche multipli. Vantaggi importantissimi sia ambientali, sia per resa
energetica, almeno il doppio di quelli di inceneritore con impatti ambientali da 10 a 100
volte meno come emissioni di NO2, furani, polveri e tutto il resto.
Domande del pubblico:
D.quanto costa un impianto di gassificazione?
R   Da  6 – 7 milioni di euro se sostituisce; se serve tutto l’impianto 8 -9 milioni di
euro, questo anche con i motori
D: Quando illustrava la gassificazione parlava di depurazione. Che tipo di materiale viene
raccolto?
R.Il filtraggio all’interno della camera di materiale da agricoltura produce tar (catrame)
dalle piante. Quindi il processo di pulitura preleva il tar e lo mette nella camera di
combustione. E’ possibile che ci siano alcuni acidi ad es. se c’è molto PVC si trova cloro
che ha affinità per idrogeno, quindi si può trovare acido  cloridrico che con filtro a
manica con calce si elimina. …???….aggiunta di vapore acqueo, il gas può prelevare anche
l’idrogeno dell’acqua, più c’è l’idrogeno che ha lui, si parte da 10 e infilando vapore
acqueo si esce con 12. Altri tipi di gassificazione sono veloci, 2 ore, qui sono lenti,
richiede 24  ore
D. E’ tutto molto bello. Ma quali sono i punti deboli?
R. Ha bisogno di un periodo di test lungo. Negli USA è già utilizzata da 10 -12 anni,
quindi è una tecnologia assestata. Questa tecnologia è nata dal disastro della Exxon
Valdez , fu usata per pulire le sabbie inquinate, si trova in basi militari. Gli americani
se la sono tenuta per molto tempo, ora ci sono alcuni impianti in produzione in Islanda,
in Inghilterra.
D. Qual è il materiale in ingresso?
R. Rifiuti indifferenziati, quelli nei sacchi neri, rifiuti industriali, alimentari,
potature, di tutto, ospedalieri. Il syngas è 10 volte più pulito del gas naturale
D: Se il materiale che entra è rifiuto indifferenziato, c’è di tutto, si ha la
dissociazione molecolare, ci troveremo di fronte a molte diverse molecole semplici, a
elementi, quando si va a bruciare il syngas non potranno riformarsi composti tossici?
R. si trova anidride carbonica, i metalli rimangono inalterati, il vetro rimane
inalterato, il materiale organico produce anidride carbonica e gli inorganici restano lì.
I materiali inerti che nell’inceneritore vengono distrutti e escono come particelle
metalliche qui vengono recuperate come metallo.
D. Ma avete dei sistemi di depurazione?
R. un ciclone e 2 sistemi elettrostatici. Si tratta di  una
pirolisi-gassificazione-termolisi
Negli inceneritori che lavorano con CDR, se il materiale ha potere calorifico troppo alto
fonde per temperature troppo elevate, si rimedia mandano H2O che vaporizza istantaneamente
producendo milioni di litri di vapore. Ad Acerra hanno l’inceneritore di un tipo  e
producono CDR di un tipo che non va bene.
D. Per noi è importante la riduzione a monte, la raccolta differenziata e solo infine lo
smaltimento. Il mio primo pensiero è che forse sarebbe possibile per noi andare in Islanda
dove trattano tutto insieme e andargli a insegnare la raccolta differenziata…
R In Islanda c’è la perfezione…
D. Ma i dati tecnici, ad esempio le emissioni?
R. Non ci sono emissioni (sic)…
D. Ma quando si brucia il syngas?
R. Bisogna vedere cosa si lavora,  sul sito ci sono tutti i dati
D. Siamo andati sul sito stamani e i dati sulle emissioni non ci sono
Dal pubblico è stata fatta la richiesta di un successivo incontro con gli stessi tecnici
per dibattere sugli aspetti tecnici dell’impianto, facendo però   intervenire anche
esperti non di parte di fiducia degli ambientalisti per sostenere il contraddittorio
Hanno promesso che si farà.




"mariella_vitale@libero.it" wrote:

> Gennà, mi puoi indicare la fonte di questo documento?
> ---------- Initial Header -----------
>
Dott. Gennaro Esposito
Dirigente Medico psichiatra – neurologo e psicoterapeuta
Saviano (Na) , via Molino,9 – cel. 330-873073
Direttore periodico Tablo’ Area Nolana
http://groups.yahoo.com/group/tablonola/
Comitato Salute Pubblica Area Nolana
http://groups.yahoo.com/group/comitatosalute/
Federazione AssoCampaniaFelix
http://it.groups.yahoo.com/group/assocampaniafelix/


--------------40FDB73995A37FF92251D8D1
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            <p><!doctype html public "-//w3c//dtd html 4.0 transitional//en">


metto in rete alcuni articoli sull'argomento, stimolata da Mariella.
<br>Questi li avevamo pubblicati tempo fa su Tablo area nolana.
<br>&nbsp;
<br>&nbsp;
<p>____________<wbr>_________<wbr>_________<wbr>_________<wbr>_________<wbr>_________<wbr>_________<wbr>_____
<br><i>Roggiolani:&laquo;L&acute;ho scoperto io e il nome glielo do io&raquo;</i>
<br><b><font size="+2">‘Dissociatore molecolare’ per i rifiuti: cos’&egrave;?</font></b>
<br>tratto da <A HREF="http://www.greenreport.it/contenuti/leggi.php?id_cont=3645">http://www.greenrep<wbr>ort.it/contenuti<wbr>/leggi.php?<wbr>id_cont=3645</A>
<p>Fabio Roggiolani, consigliere regionale dei Verdi e responsabile nazionale
energie del partito, l’avevamo lasciato una decina di giorni fa, alla vigilia
della sua partenza per l’Islanda, dove &egrave; andato a visitare un impianto
di gassificazione. In questo periodo &egrave; accaduto di tutto. Al ritorno
dal viaggio Roggiolani ha fatto sapere che questo impianto pu&ograve; essere
l’alternativa agli inceneritori, gli ha modificato i connotati chiamandolo
“dissociatore molecolare” e intanto si &egrave; scatenato un dibattito
mediatico anche sul nostro giornale su questa proposta… Roggiolani, partiamo
dal nome: &egrave; andato a vedere un gassificatore o un dissociatore molecolare?
&laquo;Non si tratta di un gassificatore, perch&eacute; usare questo nome
mi crea troppi problemi con i comitati, che conoscono i gassificatori come
l’impianto di Testi e simili. Quello che ho visitato in Islanda utilizza
invece il processo di gassificazione per 20 minuti e ha un abbattimento
quasi totale delle emissioni inquinanti. Quindi siccome questa tecnologia
l’ho portata io alla conoscenza dell’opinione pubblica, il nome glielo
do io: dissociatore molecolare, che anche tecnicamente non fa una piega&raquo;.&nbsp;
Seconda perplessit&agrave;, evidenziata da molti tra cui lo stesso assessore
regionale Marino Artusa: l’impianto che lei ha visitato brucia l’indifferenziato.
Allora fare la raccolta differenziata sar&agrave; inutile? &laquo;Questa
&egrave; una vicenda basilare su cui siamo stati chiari fin dall’inizio:
noi non vogliamo usare l’indifferenziato, ma consideriamo che in Islanda
bruciando il tal quale ottengono un abbattimento delle emissioni del 98%.
Praticamente se utilizziamo noi questa tecnologia, dopo aver fatto raccolta
differenziata col porta a porta, le emissioni le azzeriamo. Ribadisco che
siamo andati a vedere quell’impianto fermo restando la riduzione della
produzione di rifiuti del 15% e la quota di differenziata al 55%, che vengono
prima di ogni altra cosa&raquo;. Perch&eacute; &egrave; cos&igrave; sicuro
che questo “dissociatore molecolare” sia l’alternativa agli inceneritori?&laquo;Io
sono un antiinceneritorista per eccellenza, ma so benissimo che alcune
tipologie di rifiuti vanno bruciate per legge, come i farmaci, o gli scarti
di macelleria e le carcasse di animali. Quindi dico che questa &egrave;
una rivoluzione culturale, perch&eacute; mi sono stancato di Verdi che
non sanno proporre e scommettere. Pu&ograve; darsi anche che un giorno
questa tecnologia si riveli una bufala, ma almeno io ci sto provando e
voglio che sia studiata a fondo. Io non mi fermo. Nei prossimi giorni infatti
vedr&ograve; un altro brevetto del genere nelle Marche e luned&igrave;
andiamo a visitare un impianto di Gallicano&raquo;. Quello di Gallicano
&egrave; un gassificatore…
<br>&laquo;S&igrave;, infatti mi dicono che la parte iniziale dell’impianto
di Gallicano sia la stessa o molto simile a quella visitata in Islanda.
Vado l&igrave; a verificarlo apposta&raquo;. Le battaglie degli ambientalisti,
nei decenni di fine secolo scorso, ottennero il risultato di innalzare
la temperatura degli inceneritori fino a 1200-1300 gradi, perch&eacute;
pi&ugrave; alta &egrave; la temperatura e meno diossine si formano. Il
dissociatore molecolare che temperatura utilizza?&laquo;Intorno ai 400
gradi, ma c’&egrave; una differenza fondamentale: nell’inceneritore il
rifiuto viene bruciato nel giro di pochi secondi e tutti gli inquinanti
vengono esplosi dal camino. Nel dissociatore molecolare l’effetto camino
non c’&egrave; perch&eacute; si tratta di un processo lentissimo e le particelle
vengono stabilizzate all’interno del processo stesso&raquo;.&nbsp; Non
credo di aver capito. &laquo;I tecnici che sono venuti con me a visitare
l’impianto sono in grado di spiegarlo con precisione, ma in ogni caso le
assicuro che con questo meccanismo siamo in condizione di tenere tutti
gli inquinanti sotto controllo. Comunque tutta la presentazione pu&ograve;
essere scaricata anche sul nostro sito equologia.it.&raquo; Un’ultima domanda:
il dissociatore che avete visitato ha dimensioni molto ridotte. Importare
una tecnologia del genere significherebbe costruire tanti piccoli impianti,…
di solito &egrave; pi&ugrave; facile controllare un unico grande impianto
che decine di piccoli. &laquo;Non sono del tutto d’accordo. A parte che
secondo me le dimensioni ridotte sono garanzia della seriet&agrave; di
chi le costruisce, ma poi vorrei ricordare la miriade di camion che devono
muoversi per portare rifiuti in un unico impianto, rispetto ai viaggi pi&ugrave;
brevi per singole opere localizzate sul territorio. E le assicuro che l’inquinamento
prodotto dai camion a volte &egrave; di gran lunga maggiore di quello prodotto
dagli inceneritori. Ah, gi&agrave; che ci sono, vorrei correggere un affermazione
che ho letto su altri giornali non sul vostro&raquo;. Prego. &laquo;Io
non ho mai proposto di dare ulteriori contributi come certificati verdi
a questi impianti, anzi noi chiediamo da sempre l’abolizione dei cip 6&raquo;.
<br>____________<wbr>_________<wbr>_________<wbr>_________<wbr>_________<wbr>_________<wbr>_________<wbr>______
<p>Ambiente, informare per prevenire
<br><font size="+2">‘<b>Dissociazione molecolare’: ecco un’alternativa all’incenerimento
dei rifiuti.</b></font>
<p>Firenze - Sabato 14 ottobre 2006 si &egrave; tenuto a Castelnuovo Garfagnana
(Toscana) un convegno organizzato dal Circolo culturale Colomba Rossa&nbsp;
dal titolo “Dissociamoci dagli inceneritori”<wbr>. Rifiuti: che fare? La dissociazione
molecolare &egrave; la risposta’. Sono intervenuti l’Ing Alberto Zucchelli
della EnerGO srl e il Dr. Francesco Meneguzzo del CNR, responsabile energia
e innovazione tecnologica dei Verdi. L’Ing. Alberto Zucchelli ha affermato
che “il sistema gestisce anche il rifiuto urbano non selezionato, che bisogna
valorizzare per ricavare materia o energia”. “Carta e cartone va tolto
prima, batterie e altro materiale pericoloso va tolto prima. Il metallo
si pu&ograve; buttare dentro, non fonde, si pu&ograve; togliere dopo. Gestisce
i rifiuti solidi organici, le biomasse, che sono un’opportunit&agrave;
di produzione energetica. Gestisce i rifiuti ospedalieri e anche copertoni”.&nbsp;
Il prodotto finale &egrave; gas che si pu&ograve; conservare e usare; invece
l’inceneritore produce calore che va usato subito, se no svanisce. L’inceneritore
produce molta cenere anche 20-25%, qui la cenere &egrave; il 3%. Qui si
carica tutto, invece nell’inceneritore ci vuole la preselezione. Ma cosa
si fa con gas? Viene filtrato (la legge costringe a purificare) pu&ograve;
essere stoccato o usato per motore a scoppio. In modo pi&ugrave; efficiente
pu&ograve; produrre idrogeno e poi essere inviato a fuel cell, questa opzione
non &egrave; ancora economica su scala piccolo, ma su scala medio – grande
s&igrave;. La cella combustibile pu&ograve; essere diffusa, ognuno se la
tiene in casa per avere calore e energia elettrica, non pi&ugrave; grosse
centrali elettriche, ha efficienza molto elevata. Metano vale 10 kw/ora,
di questi 10 quando si mette in centrale elettrica si ha diciamo 4, diciamo
&frac12; si perde su fili e abbiamo alla presa 3 &frac12;.. Invece con
fuel cell si parte con 10 che viene ad esempio
<br>dalla campagna, le biomasse e passa attraverso case 80,&nbsp; di cui
elettrico 60 e&nbsp; termico 20.
<br>Il gassificatore tratta 12-15 tonnellate di rifiuti, &egrave; della
grandezza di un grosso container, quindi per l’inceneritore di Castelnuovo
- che fa circa 40 tonnellate al giorno- ci vogliono 3 container per fare
quello che fa vostro inceneritore. Trasforma i rifiuti in gas, che pu&ograve;
essere usato per diversi utilizzi. Il gas &egrave; molto pi&ugrave; pulito
del metano, bruciare significa produrre quasi niente. In Inghilterra ci
sono molti inceneritori sostituiti con questo sistema, c’&egrave; una parte
con la caldaia dell’inceneritore, poi questo gassificatore. A 400&deg;C
si parte, c’&egrave; start –up con syngas o&nbsp; metano, dura circa 10
minuti, si porta la parte superiore a 200&deg;C, poi si mantiene con syngas.
Circa il 20% del syngas prodotto rispetto alla massa iniziale serve per
autosostentarsi. A Husavik serve per 35.000 persone per rifiuti sia industriali
che urbani Si forma cenere bianca priva di carbonio, circa il 3% della
massa caricata + metalli + vetro Il Dr. Francesco Meneguzzo del CNR ha
annunciato che &egrave; uscito uno studio dell’ARPAT sulle micropolveri,
La dissociazione molecolare appartiene alla gassificazione e ha caratteristiche
tutte sue: ha assenza di combustibile esterno, tranne nello start-up brevissimo.
E’ la tecnologia pi&ugrave; praticabile dal punto di vista tecnologico,
ambientale, sanitario ed economico, sia per costi di realizzazione, sia
per efficienza, &egrave; pi&ugrave; efficiente del vapore caldo da inceneritore
che va solo in turbina. Si ha una fonte di energia che oltre che molto
pi&ugrave; pulito &egrave; molto pi&ugrave; flessibile, si pu&ograve; modulare.
Altra propriet&agrave; fondamentale pu&ograve; lavorare anche 24 -36 ton
al giorno rispetto a inceneritore. L’inceneritore che lavora 1000 ton/g
richiede che i rifiuti vengano da lontano con
<br>impatto. Questa &egrave; una soluzione che appare pi&ugrave; praticabile
e conveniente. E’ una tecnologia nuova nel suo principio e ha applicazioni
e operativit&agrave; diversa da altre esperienze in Toscana e in Italia.
Rispetto al vostro inceneritore (quello di Castelnuovo Garfagnana)&nbsp;
l’applicabilit&agrave; &egrave; facile, la taglia tipica del dissociatore
molecolare &egrave; di 37 ton/g, anche multipli. Vantaggi importantissimi
sia ambientali, sia per resa energetica, almeno il doppio di quelli di
inceneritore con impatti ambientali da 10 a 100 volte meno come emissioni
di NO2, furani, polveri e tutto il resto.
<br>Domande del pubblico:
<br>D.quanto costa un impianto di gassificazione?
<br>R&nbsp;&nbsp; Da&nbsp; 6 – 7 milioni di euro se sostituisce; se serve
tutto l’impianto 8 -9 milioni di euro, questo anche con i motori
<br>D: Quando illustrava la gassificazione parlava di depurazione. Che
tipo di materiale viene raccolto?
<br>R.Il filtraggio all’interno della camera di materiale da agricoltura
produce tar (catrame) dalle piante. Quindi il processo di pulitura preleva
il tar e lo mette nella camera di combustione. E’ possibile che ci siano
alcuni acidi ad es. se c’&egrave; molto PVC si trova cloro che ha affinit&agrave;
per idrogeno, quindi si pu&ograve; trovare acido&nbsp; cloridrico che con
filtro a manica con calce si elimina. …???….aggiunta di vapore acqueo,
il gas pu&ograve; prelevare anche l’idrogeno dell’acqua, pi&ugrave; c’&egrave;
l’idrogeno che ha lui, si parte da 10 e infilando vapore acqueo si esce
con 12. Altri tipi di gassificazione sono veloci, 2 ore, qui sono lenti,
richiede 24&nbsp; ore
<br>D. E’ tutto molto bello. Ma quali sono i punti deboli?
<br>R. Ha bisogno di un periodo di test lungo. Negli USA &egrave; gi&agrave;
utilizzata da 10 -12 anni, quindi &egrave; una tecnologia assestata. Questa
tecnologia &egrave; nata dal disastro della Exxon Valdez , fu usata per
pulire le sabbie inquinate, si trova in basi militari. Gli americani se
la sono tenuta per molto tempo, ora ci sono alcuni impianti in produzione
in Islanda, in Inghilterra.
<br>D. Qual &egrave; il materiale in ingresso?
<br>R. Rifiuti indifferenziati, quelli nei sacchi neri, rifiuti industriali,
alimentari, potature, di tutto, ospedalieri. Il syngas &egrave; 10 volte
pi&ugrave; pulito del gas naturale
<br>D: Se il materiale che entra &egrave; rifiuto indifferenziato, c’&egrave;
di tutto, si ha la dissociazione molecolare, ci troveremo di fronte a molte
diverse molecole semplici, a elementi, quando si va a bruciare il syngas
non potranno riformarsi composti tossici?
<br>R. si trova anidride carbonica, i metalli rimangono inalterati, il
vetro rimane inalterato, il materiale organico produce anidride carbonica
e gli inorganici restano l&igrave;. I materiali inerti che nell’inceneritore
vengono distrutti e escono come particelle metalliche qui vengono recuperate
come metallo.
<br>D. Ma avete dei sistemi di depurazione?
<br>R. un ciclone e 2 sistemi elettrostatici. Si tratta di&nbsp; una pirolisi-gassificaz<wbr>ione-termolisi
<br>Negli inceneritori che lavorano con CDR, se il materiale ha potere
calorifico troppo alto fonde per temperature troppo elevate, si rimedia
mandano H2O che vaporizza istantaneamente producendo milioni di litri di
vapore. Ad Acerra hanno l’inceneritore di un tipo&nbsp; e producono CDR
di un tipo che non va bene.
<br>D. Per noi &egrave; importante la riduzione a monte, la raccolta differenziata
e solo infine lo smaltimento. Il mio primo pensiero &egrave; che forse
sarebbe possibile per noi andare in Islanda dove trattano tutto insieme
e andargli a insegnare la raccolta differenziata…
<br>R In Islanda c’&egrave; la perfezione…
<br>D. Ma i dati tecnici, ad esempio le emissioni?
<br>R. Non ci sono emissioni (sic)…
<br>D. Ma quando si brucia il syngas?
<br>R. Bisogna vedere cosa si lavora,&nbsp; sul sito ci sono tutti i dati
<br>D. Siamo andati sul sito stamani e i dati sulle emissioni non ci sono
<br>Dal pubblico &egrave; stata fatta la richiesta di un successivo incontro
con gli stessi tecnici per dibattere sugli aspetti tecnici dell’impianto,
facendo per&ograve;&nbsp;&nbsp; intervenire anche
<br>esperti non di parte di fiducia degli ambientalisti per sostenere il
contraddittorio
<br>Hanno promesso che si far&agrave;.
<p>&nbsp;
<br>&nbsp;
<p>"mariella_vitale@<wbr>libero.it" wrote:
<blockquote TYPE="CITE"><!-- Network content -->
<div id="ygrp-text">Genn&agrave;, mi puoi indicare la fonte di questo documento?
<br>---------- Initial Header -----------</div>


</blockquote>
Dott. Gennaro Esposito
<br>Dirigente Medico psichiatra – neurologo e psicoterapeuta
<br>Saviano (Na) , via Molino,9 – cel. 330-873073
<br>Direttore periodico Tablo’ Area Nolana
<br><A HREF="http://groups.yahoo.com/group/tablonola/">http://groups.<wbr>yahoo.com/<wbr>group/tablonola/</A>
<br>Comitato Salute Pubblica Area Nolana
<br><A HREF="http://groups.yahoo.com/group/comitatosalute/">http://groups.<wbr>yahoo.com/<wbr>group/comitatosa<wbr>lute/</A>
<br>Federazione AssoCampaniaFelix
<br><A HREF="http://it.groups.yahoo.com/group/assocampaniafelix/">http://it.groups.<wbr>yahoo.com/<wbr>group/assocampan<wbr>iafelix/</A>
<br>&nbsp;


</p>
    </div>  

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No virus found in this incoming message.
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