E’ stata una buona occasione per la passerella dei politici “disimpegnati” quella della marcia del 13 maggio scorso che ha visto la presenza di oltre duemila persone che, accogliendo l’appello del comitato emergenza rifiuti Caserta – Lo Uttaro e del Vescovo Nogaro, che eroicamente e stoicamente sta facendo vedere come il ruolo della vera Chiesa sia a fianco del popolo che soffre e non nelle stanze del potere che in modo strumentale, senza conoscere i fatti, lancia stupidi anatemi e assurde scomuniche.
Dobbiamo, se vogliamo risorgere come popolo e come nazione, riconquistando l’antica nobiltà d’animo e la limpidezza di pensiero, guardare la realtà attraverso i fatti ed i comportamenti, senza lasciarci lusingare dai proclami di coloro che dicono una cosa e poi ne fanno un’altra.
Non deve sfuggire a nessuno come i sindaci dei quattro comuni siano, ciascuno a modo suo, distanti dai bisogni della gente, sempre pronti ad assumere atteggiamenti ambigui e opportunistici.
Il sindaco di Caserta Petteruti, per esempio, dopo aver firmato un protocollo d’intesa sciagurato per le conseguenze sanitarie che comporterà, inganna i cittadini dichiarando fantomatici controlli alla discarica Lo Uttaro da parte dell’ARPAC che invece non ha mai firmato alcun contratto, con la conseguenza che gli sversamenti avvengono senza alcun controllo sulla composizione dei rifiuti trasportati, come invece impone la legge, mentre un’aria fetida e maligna invade i polmoni degli abitanti.
Nella discarica stessa camion colanti percolato a fiumi, che è trenta volte più
velenoso dell’acqua di fogna, inquinano l’ambiente nel percorso che dal CDR di
Santa Maria giunge alla discarica stessa, mentre i
rifiuti tritati fuorilegge vengono sversati in
un’area comprendente una precedente discarica abusiva di due milioni di metri
cubi di rifiuti senza nome e senza origine che la legge regionale del 2005
obbligava a bonificare, al centro tra due siti di trasferenza
ed uno di stoccaggio, cosa che per legge impediva che venisse individuata come
discarica
Il sindaco di Maddaloni e quello
di San Nicola
Il sindaco di San Marco Evangelista, che pure non ha dato seguito ad una delibera consiliare che prevedeva il ricorso al TAR per bloccare il prosieguo delle operazioni di preparazione della discarica, dopo varie comparsate ad uso e consumo dei più distratti, ora che incombono le elezioni partecipa con la fascia tricolore alle manifestazioni, novello ma poco credibile e improvvisato paladino dell’ambiente.
Altro che i sindaci della zona di Serre che indomiti si ergono a difesa degli interessi della propria gente e del proprio territorio.
Non voglio fare alcun torto al
Presidente De Franciscis, lasciandolo fuori dal
commento generale, perché, come pervaso da uno spirito dittatoriale e con una
incredibile sicumera, prima invade
Ecco perché c’è bisogno di aria nuova, di un rinnovamento serio e vero che porti fuori dalle amministrazioni quei politici come Falco e Ventre prima, autori del sito di stoccaggio e di quello di trasferenza a Lo Uttaro, e quelli citati sopra poi, per tornare a dei rappresentanti che abbiano al centro del loro operato il bene del territorio e non incomprensibili giochetti di potere che poco o nulla hanno a che spartire con i desideri della gente.
Torno quindi a lanciare alto il mio appello, unendomi a quello del Vescovo: amministratori dei comuni e della Provincia: se ci siete, battete un colpo: sospendetevi dall’incarico, prima di diventare degli esseri mitologici, metà uomini e metà poltrona di potere.
Antonio Roano
*Vai a tutti i
documenti su questione Lo Uttaro
(visite da Lunedi
di Pasqua 28 Aprile 2005) www.agneseginocchio.it