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Lettera al residente della Repubblica Napolitano su questione Rifiuti Campania

 

Caro Presidente Giorgio Napolitano,
è un avvocato di Nola, dalla provincia di Napoli, che le scrive, anche se, in quest'istante, vorrei presentarmi a Lei come una mamma, una moglie, una figlia e un'affine, preoccupata per lo stato di salute dei suoi figli, di suo marito, dei suoi genitori e dei suoi cari.
Lei come me ha in comune una cosa, la provenienza, è un napoletano, ma a differenza della sottoscritta, mentre Lei ha goduto delle cose più belle che Napoli le potesse offrire, il sole e il mare, io e la mia famiglia siamo costretti a convivere con l'immondizia e a respirare la Diossina sprigionata dai rifiuti bruciati sotto casa e nei paesi limitrofi.
Il dispiacere che provo in questo momento è profondo, sono delusa, sia come professionista, perchè non vedo applicata la Costituzione, in particolare l'art. 32, che garantisce il diritto alla salute; sia come cittadina, delusa e amareggiata da una classe politica non preoccupata per la nostra situazione.
Eppure tutti Voi siete edotti, conoscete la nostra realtà e l'alta percentuale di morti per cancro, specie nelle province di Napoli e Caserta.
Pensa mai, Presidente, ai suoi compaesani? Ha mai immaginato il dolore di un bambino nel veder morire la madre di tumore? Quali parore userebbe, nei suoi discorsi migliori, per lenire il dolore di un figlio che piange per aver perso un genitore?Cosa siamo per Voi classe politica? Lo sversatoio dell'Italia industrializzata? Cavie da studiare? Una fonte di ricchezza per ospedali e oncologi?
Vi preoccupate dei Dico, di tutelare i loro figli, eppure non vi preoccupate dei nostri. Non sono tutti uguali i bambini? Non sono tenuti ad avere in'infanzia serena?
Questo non è un film, Presidente, bensì la dura realtà di una madre e di un popolo provato e stanco di combattere per veder garantito il diritto alla salute o, meglio ancora, stanco di non doversi chiudere in casa perchè fuori " qualcuno " ha dato fuoco alla spazzatura.
Molto probabilmente queste mie domande non avranno mai una risposta, perchè forse questa lettera non verrà mai letta.
Se pero' dovessi sbagliarmi, se un giorno il mio sogno, il nostro sogno, si avvererà, vorrei vederla combattere al nostro fianco per salvaguardare il nostro territorio ormai provato da tanti sporchi affari, vorrei poter tornare a respirare aria non piu' malsana, vorrei sperare nel futuro, vedere i miei figli crescere e crearsi una famiglia.
Spero che tutto cio' non resti solo una illusione che si dissolverà nei tanti se, nei troppi forse che i politici sono abituati a pronunciare. Ma se così non dovesse essere, allora, Caro Presidente, l'aspetto in paradiso e li forse darà una risposta a tutte le mie domande, perchè come diceva Toto'nella sua livella, solamente con la morte si diventa tutti eguali.

 

 

Avvocato Settembre

(Comitato napoletano contro i rifiuti) 29 Maggio 1007

 

 

 

 

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