Calamità insopportabili stanno sempre più frequentemente affliggendo la nostra provincia, vedi notizie di questi giorni come l’operazione Cernobyl effettuata dal PM Ceglie sulla devastazione ambientale e sul riciclaggio di rifiuti tossici, oppure il traffico illecito di suini infetti venduti a migliaia nelle nostre macellerie e che abbiamo acquistato e ingerito fiduciosi nei controlli sanitari che gli organismi deputati avrebbero dovuto effettuare ed i cui esiti sono stati abilmente contraffatti.
Con questi sistemi personaggi con pochi scrupoli stanno facendo soldi a palate alle spalle dei cittadini comuni, minando alla base il loro diritto alla salute. Non si vedono di contro, purtroppo, alzate di barricate o impegni forti da parte di esponenti di quel costituente partito che pure dovrebbe essere il perno principale di una coalizione di cosiddetto centrosinistra.
Mentre i problemi del territorio della Provincia di Caserta si amplificano sempre di più, continua l’insulso balletto sulla composizione del direttivo provinciale del costituente Partito Democratico. Inoltre le meline sul cambio degli assessori alla Provincia e la polemica per il mantenimento delle quote rosa, non hanno portato a nulla di sostanziale e di diverso nella gestione provinciale della cosa pubblica, nessun segnale di svolta o di impegno concreto alla risoluzione dei problemi.
Queste amministrazioni, provinciale e comunale, che pure avevano risvegliato speranze di cambiamento in coloro che come me le avevano sostenute, stanno dimostrando una inettitudine ed una incapacità, se non mancanza di volontà, di affrontare i temi più scottanti e di risolverli.
L’esempio è dato dalla gestione del famoso Protocollo d’intesa con il Commissario di Governo per l’emergenza rifiuti in Campania, per il quale l’unica cosa realizzata è stata l’apertura della discarica illegale di Lo Uttaro, effettuata con la forza contro la volontà dei cittadini e annunciata in una assemblea dai toni vagamente dittatoriali da un Bertolaso accolto come un liberatore dalle mollicce autorità politiche e amministrative nostrane. In quella occasione il prode commissario pronunciò la famosa frase “costi quel che costi la discarica si farà”, tra i fischi della gente comune e gli applausi dei governanti e le claque dei loro portaborse.
Gli sviluppi sono sotto gli occhi di tutti: i rifiuti sono ancora per strada e la discarica è aperta e gestita in maniera illegale, con conferimento di rifiuti tal quale invece che stabilizzati, con un fetore che invade l’aria per chilometri e chilometri, con laghi di percolato che inquinano le falde e con controlli pressoché inesistenti. Il tutto oggetto di vari rilievi di una commissione ufficiale di controllo le cui relazioni vengono puntualmente ignorate dalle istituzioni che invece dovrebbero garantire la salute dei cittadini. La bonifica promessa del sito di trasferenza (che dovrebbe già essersi conclusa ed invece non è neanche iniziata) e di quello di stoccaggio (che si presenta con problemi quasi insormontabili) evidentemente non era compresa in quel “costi quel che costi” del commissario Bertolaso.
E’
questo “il senso di responsabilità” tanto spesso sbandierato dal Sindaco e dal
Presidente della Provincia che li ha portati alla firma del nefasto documento? Quando i Sindaci degli altri Comuni interessati (San Nicola,
Maddaloni e San Marco) che ora sono inseriti nel comitato di controllo della
discarica pretenderanno il rispetto della legge? Perché
non si preme per un nuovo confronto con il commissario per metterlo di fronte
alle sue mancanze? Che fine ha fatto il famigerato
piano provinciale di gestione dei rifiuti che
Sono queste le risposte che desidereremmo avere e le questioni che vorremmo fossero affrontate, stufi di sentire parlare solo di accaparramenti di poltrone e posti in prima fila.
Antonio Roano
Verdi San Nicola
Leader del Comitato Sannicolese : “No alla discarica Lo Uttaro” (Giugno- Luglio 2007)