COMITATO EMERGENZA RIFIUTI
CONFERENZA STAMPA DELL’11 LUGLIO 2007
LO UTTARO DA DISCARICA ABUSIVA E ILLEGALE A
DISCARICA PERICOLOSA
Sulla sostituzione di De Franciscis e Provolo
Il Comitato Emergenza Rifiuti esprime una parziale soddisfazione per la sostituzione del presidente De Franciscis e del dr. Provolo alla guida del Consorzio ACSA CE3. Essa pur andando nella direzione di superare i palesi conflitti di interesse esistenti non risolve il problema delle competenze di cui il consorzio non può fare a meno. Purtroppo la proposta di bilancio elaborata dalla precedente direzione lascia irrisolti tutti i problemi generati dalla gestione Cundari & C. e si muove su una logica di gestione parassitaria che non potrà non portare il Consorzio a sicuro fallimento.
Sui rifiuti pericolosi conferiti alla discarica abusiva e illegale
Nel corso dell’udienza ex art. 700 c.p.c. svoltasi giorno 10 luglio c.a. di fronte al Tribunale di Napoli Sez. X dott.ssa Como, l’ACSA ha depositato alcune analisi a campione effettuate da una società a ciò incaricata, sui rifiuti conferiti nella discarica abusiva e illegale di Lo Uttaro a Caserta.
Da una disamina degli unici
“rapporti di prova” 07/136923, 07/136920 e 07/136922 si evince che la società
incaricata aveva qualificato i rifiuti conferiti a Lo Uttaro non conformi alle
disposizioni di cui all’art. 8 del D.M. 3 agosto
In pratica in una discarica per rifiuti non pericolosi ex art. 6 del D.M. cit. si stanno smaltendo rifiuti pericolosi che non possono neppure essere smaltiti in discariche per rifiuti ‘pericolosi”! Si legge, infatti, testualmente che “con specifico riferimento alla normativa di settore e cioè il D.M. 03/08/2005 (definizione dei criteri di ammissibilità dei rifiuti in discarica) e D.lgs. n.36/2003 (attuazione della Direttiva CEE relativa alle discariche dei rifiuti n.1999/31/CE)” che:
- Il rifiuto, superando le concentrazioni sia di carbonio totale con riferimento alle sostanze organiche chimicamente attive, sia alla concentrazione di carbonio organico disciolto per l’accettabilità in discarica dei rifiuti pericolosi, tali rifiuti non possono essere conferiti in discariche dei rifiuti pericolosi in quanto devono essere prima trattati in appositi e specifici impianti. Il commento si conclude che:
- Per quanto sopra i rifiuti possono essere smaltiti solo in idonei impianti di trattamento o smaltimento adeguatamente autorizzati e, finalmente conferiti in discariche autorizzate ad accettare rifiuti pericolosi e quindi costruiti per tale scopo.
Sulla concentrazione di carbonio totale “Carbonio organico disciolto”
(DOC), riferito a sostanze organiche attive (quali ad es. liquami fecali,
lavorazione di macellazione, oli esausti, oli di trattamenti antiparassitari,
idrocarburi. Insomma rifiuti industriali) si sono rinvenute concentrazioni
superiori anche di diverse migliaia di volte rispetto ai massimi consentiti per
legge per il conferimento di tali rifiuti in discariche per rifiuti pericolosi
e non per la discarica abusiva e illegale di Lo Uttaro, autorizzata, con
ordinanze del Commissario delegato n.103 del 19 aprile e n.105 del 23 aprile
2007 all’esercizio per la categoria dell’impianto di cui all’art.4 comma 1
lettera b) del D.lgs. n.36/03, ossia
rifiuti non pericolosi.
Sugli idrocarburi totali rilevati nella prova del 23 maggio 2007 n. 7/13692 va detto che trattasi sicuramente di rifiuti industriali (come ad esempio quelli prelevati nel fiume Sarno i cui idrocarburi presentavano una minore concentrazione per migliaia di volte rispetto a quelli rilevati nella discarica di Lo Uttaro). Si ricorda che il valore massimo per legge è di 1000 (per rifiuti pericolosi da conferire in appropriata discarica), mentre invece si sono trovati valori fino a 11.400. In media i valori oscillavano, invece intorno a 10.000! Nella prova n. 07/126053 per gli “idrocarburi totali” addirittura la percentuale è pari a 33.000.
Nella prova del 22 maggio 2007 n. 7/132782 è presente “Antimonio” in percentuale non a norma.
In tutte le prove sono presenti metalli pesanti (zinco, nichel, piombo, antimonio, mercurio, ecc.) che dimostra che ciò che si sta sversando non sono rifiuti non pericolosi.
Si precisa che sono state violate almeno le seguenti norme:
1) Direttiva Comunitaria 91/689/CEE;
2) Direttiva Comunitaria 2000/532/CE;
3) Direttiva Comunitaria 1999/31/CE;
4) D.lgs. n.36/2003;
5) D.M. 3/08/2005;
6) D.lgs. 152/2006;
7) Oltre a numerosissimi articoli del codice penale.
Da quanto esposto appare evidente che:
A) Caserta rimane la città con la TARSU più alta d’Italia;
B) Caserta ha sul suo territorio una discarica illegale, abusiva e oggi anche pericolosa;
C) Caserta continua ad avere i rifiuti in mezzo alle strade, le stazioni di trasferenza e i “panettoni” di monnezza. Nessuna bonifica è stata fatta nonostante il protocollo, di fatto decaduto, e gli impegni assunti.
Inoltre:
- La realtà ha superato ogni negativa aspettativa prefigurata in molte occasioni da questo stesso Comitato Emergenza Rifiuti;
- I rifiuti vengono da ogni parte;
- Il Consorzio ACSA o non è in grado di gestire, di controllare, ecc. o peggio, si troverebbe in una situazione di accondiscendenza ad una violazione sistematica della legge con ripercussioni gravissime sull’ambiente, la falda freatica, ecc. per effetto del conferimento di rifiuti pericolosi non gestibili in una discarica “progettata e realizzata” per accogliere rifiuti non pericolosi. Sia nell’una che nell’altra ipotesi il Consorzio Acsa CE3 non è assolutamente in grado di assicurare e garantire una gestione ordinaria e trasparente dell’impianto che rimane ed è abusivo, illegale e ora pericoloso.
Per tutti questi motivi chiediamo al Commissario Prefetto Pansa, al Sindaco di Caserta, nella qualità di massimo responsabile della salute pubblica, al Prefetto e a tutte le autorità preposte per legge ai controlli e al rispetto della legalità di:
1) Chiudere immediatamente la discarica abusiva, illegale e pericolosa;
2) Allontanare i rifiuti già conferiti;
3) Messa in sicurezza di emergenza (terreno di fondo, sottosuolo e acque di falda) l’area di Lo Uttaro;
4) Bonifica dell’area;
5) Affidamento di tutte le operazioni al Genio militare con la collaborazione dell’APAT (ex Servizio Geologico Nazionale) e altri enti statali.
Caserta, 11 luglio 2207
COMITATO EMREGENZA RIFIUTI
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